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PROGETTU POLITICU DE A MANCA PRO S'INDIPENDENTZIA 

SOTZIALISMU - INDIPENDENTZIA

 

A Manca pro s'Indipendentzia è l'organizzazione nazionale della sinistra indipendentista sarda.

Essa riconosce il Marxismo- Leninismo e la sua storia come patrimonio di esperienze che indicano l'unica via praticabile per il raggiungimento della vera liberazione nazionale e sociale.

 

AMpI ritiene infatti che qualsiasi forma di liberatzione/indipendentzia condizionata dal capitalismo e dalle sue forme di organizzazione sociale rimanga inevitabilmente una sovranità limitata dal punto di vista politico. Per questo motivo ritiene necessario che lotta di liberazione nazionale e lotta di classe in Sardigna marcino congiuntamente. Essere comunisti in Sardigna significa ambire a guidare da avanguardia il processo storico – politico che deve portare necessariamente alla liberazione nazionale ed essere indipendentisti significa imprimere alla lotta indipendentista un forte carattere di classe.

 

Come patrioti comunisti sardi riteniamo che esista la necessità storica del Popolo Lavoratore Sardo alla separazione politica dallo stato italiano ( INDIPENDENTZIA ) e del controllo totale e pianificato della nostra economia ( SOTZIALISMU ).

 

Nel lungo periodo l'obbiettivo che AMpI si prefigge per la Sardigna è dunque chiaro e definito: SOTZIALISMU E INDIPENDENTZIA , ovvero la liberazione dal giogo coloniale che da secoli opprime le masse lavoratrici sarde e la nascita della Repubblica Socialista Sarda , obbiettivo che è raggiungibile solamente attraverso la costituzione del soggetto politico che, unico, è capace di guidare il Popolo Lavoratore Sardo verso il SOTZIALISMU: il PARTIDU COMUNISTA SARDU.

 

Per realizzare il progetto di SOTZIALISMU - INDIPENDENTZIA AMpI ha individuato alcuni passaggi fondamentali la cui conquista permetterà di rompere definitivamente le catene della dominazione coloniale e quelle dello sfruttamento di classe:

 

1. Riconoscimento della legittimità del Popolo Sardo ad esercitare la sovranità nazionale con conseguente diritto all'autodeterminazione, inteso nel senso di diritto alla creazione di uno stato proprio e indipendente.

 

•  Nel breve periodo AMpI deve operare per promuovere e radicare la coscienza nazionale di classe tra il Popolo Lavoratore Sardo (sviluppo della Classe-Nazione). Occorre preliminarmente sviluppare un lavoro di denuncia verso il PLS dei mali generati dal colonialismo sotto i principali aspetti: economico, politico, sociale e culturale. E' inoltre necessario lavorare per la costituzione ed il rafforzamento di una Sinistra Indipendentista Sarda, di cui AMpI deve esserne motore e guida, capace di assumere un ruolo egemone all'interno del più vasto Movimento di Liberazione Nazionale (M.L.N.).

 

In questa fase l'organizzazione deve impegnarsi a rendere efficace la sua capacità di intervento sul PLS: le cellule incaricate di agire sulle principali contraddizioni strutturali e sovrastrutturali che costituiscono la Questione Nazionale Sarda devono essere capaci di produrre analisi da riversare sulle altre strutture di AMpI , in particolar modo devono supportare il Direttivo Politico Nazionale (DPN) fornendo quella mole di studio, dati e analisi necessaria per poter sempre avere una conoscenza scientifica della realtà sarda; le stesse cellule, ognuna nel campo di intervento affidatogli, devono predisporre interventi (dibattiti, conferenze, mostre, momenti di mobilitazione, etc.) da realizzare direttamente e/o da proporre alle altre strutture di AMpI . Le sezioni devono continuare a radicarsi nel territorio, intervenendo sulle contraddizioni individuate a livello locale. AMpI costituisce organismi di massa e favorisce attraverso le sue cellule lo sviluppo degli organismi di massa già presenti in ciascun territorio. Il Portavoce dell'organizzazione, l'ufficio stampa, i responsabili delle strutture: Agitazione e Propaganda, devono operare al fine di portare la voce dell'organizzazione al PLS. Il simbolo, la bandiera, Soberania e il programma politico di AMpI devono essere patrimonio comune del PLS. Quest'ultimo deve fare proprie le parole d'ordine della lotta anticolonialista portata avanti da AMpI: Sotzialismu – Indipendentzia, Sardigna no est Italia, A fora sos meres, Sardigna Libera e Ruja, Sardigna Sotzialista.

 

•  Nel medio – lungo periodo e nei tempi e modi stabiliti dall'organizzazione dovrà essere messa in campo la scelta politico - tattica di un referendum popolare per l'indipendenza, da utilizzare come leva rivendicativa nei confronti dello stato italiano. Tale opportunità potrà essere utilizzata solamente in una fase in cui sia maturo e radicato nel PLS il sentimento della coscienza nazionale di classe.

 

2. Miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per le classi popolari: il Popolo Lavoratore Sardo dovrà disporre di poteri sufficienti per dotarsi delle strutture economiche, che valuterà politicamente e socialmente più adeguate, per il proprio progresso e benessere.

 

•  Nel breve periodo il primo obiettivo in tale prospettiva è l'analisi e la denuncia dei meccanismi coloniali che determinano una situazione di “economia dipendente” da quella dello stato italiano.

 

In questa fase l'organizzazione, utilizzando le strutture considerate adatte (commissioni, sezioni, organismi di massa, CSS) deve impegnarsi a studiare, analizzare e, infine, acquisire una propria posizione politica chiara e determinata sulla questione economica: occorre individuare la strategia posta in campo dallo stato italiano nel processo di “neo-colonizzazione” dell'isola e denunciarne chiaramente gli effetti e le distorsioni. In particolare andranno analizzati i seguenti pilastri della politica “neo-coloniale” italiana:

•  presenza di un'industria, quella petrolchimica, completamente slegata dalle esigenze proprie dell'economia sarda e in funzione degli interessi del capitale italiano e internazionale.

•  Sviluppo industriale squilibrato e centrato su un intervento unisettoriale nell'industria (petrolchimico) e su una polarizzazione limitata a ristrette aree della Sardegna meridionale (Sarroch e Portovesme), di quella settentrionale (Porto Torres), oltre che dell'area centrale (Ottana) con l'abbandono del resto dell'isola.

•  Crisi del settore industriale isolano (Montefibre, Legler, Cartiera Arbatax, Nuova Scaini, etc.) e avvio di una politica di puro assistenzialismo (Cassa integrazione, Mobilità, etc.) e di elargizione di generosi finanziamenti (Piano ) per progetti industriali (Bolotana, Ottana, Villacidro, Arbatax, Porto Torres) privi di qualsiasi possibilità di successo.

•  Mancanza di ogni tipo di serio e pianificato intervento a sostegno delle attività economiche dell'isola: agricoltura, pastorizia, pesca e settore estrattivo, nei confronti delle quali viene scientificamente sviluppata una politica di esclusivo assistenzialismo e sostentamento.

•  Progetto di sviluppo turistico incentrato sul c.d. “totaliturismo”.

 

•  Nel medio – lungo periodo l'organizzazione dovrà individuare quelle risorse strategiche il cui controllo possa permettere la rottura di tale dipendenza e sviluppare un proprio programma politico - economico che dovrà vertere sui seguenti principi:

•  Le risorse naturali presenti nel territorio nazionale dovranno essere utilizzate ad esclusivo vantaggio del PLS.

•  Dovrà essere individuato un percorso di sviluppo dell'industria armonico con le esigenze primarie dell'economia sarda.

•  Dovranno essere messe in atto adeguate azioni di rilancio e sostegno delle tradizionali attività economiche quali l'agricoltura, la pastorizia e la pesca.

•  Dovrà essere individuata e promossa una forma di turismo rispettosa del territorio e della cultura del popolo sardo.

•  Dovrà essere sviluppata un'efficace azione di lotta al precariato e a tutte le forme di sfruttamento del lavoro.

•  Un'attenzione particolare dovrà essere dedicata a porre le condizioni economiche per il ritorno degli emigrati/deportati.

 

3. Smilitarizzazione dell'isola con la chiusura di tutte le basi militari straniere presenti.

La smilitarizzazione deve essere intesa anche come abbandono dell'isola da parte di tutte quelle forze di occupazione italiane (carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza, etc.) presenti in numero tale da determinare un vero e proprio stato di occupazione militare e di polizia, il cui compito principale è quello della repressione delle tensioni sociali e delle rivendicazioni politiche.

Nel breve periodo occorre continuare e ampliare il lavoro di sensibilizzazione tra il PLS sui mali prodotti dalla presenza delle basi militari e dalle attività svolte al loro interno: utilizzo di armamenti pericolosi per la salute umana e per l'ambiente (vedi uranio impoverito, inquinamento radioattivo a La Maddalena, c.d. “sindrome di Quirra”, etc.); desertificazione dell'economia delle comunità situate nei territori limitrofi alle zone occupate dalle basi militari, ridotta ad essere completamente dipendente dalla presenza dell'installazione militare, etc.

 

In questa fase l'organizzazione, oltre a continuare ad impegnarsi per la diffusione tra il PLS dei temi dell'antimilitarismo, dovrà lavorare alla creazione di organismi di massa contro l'azione repressiva dello stato italiano (Comitati contro la repressione, organismi c.d. di “soccorso rosso”).

 

•  Nel medio – lungo periodo si dovrà operare affinché i territori finora oggetto d'occupazione tornino a disposizione delle popolazioni e dei rispettivi comuni.

 

4. La lingua sarda deve essere riconosciuta come lingua ufficiale e prioritaria e diventare la lingua di insegnamento nelle scuole e lingua ufficiale negli atti pubblici.

 

•  Nelle scuole di ogni ordine e grado dovrà essere data priorità all'insegnamento della storia della Sardegna.

 

In questa fase occorrerà lavorare per denunciare il processo di genocidio culturale ed etnico che lo stato italiano porta avanti contro il PLS. In particolare andranno studiati e analizzati i seguenti aspetti: emarginazione della lingua, folclorizzazione delle tradizioni, della cultura locale, di tutto ciò che rappresenta il nucleo della “sardità” e processo di “desardizzazione”.

 

5. Deve essere riconosciuto il legittimo diritto del PLS ad essere rappresentato da un sindacato nazionale di classe.

 

•  Nel breve periodo si deve lavorare al rafforzamento della componente comunista all'interno della Confederazione Sindacale Sarda, appoggiando e sostenendo il lavoro della federazione sassarese di tale organizzazione. Contemporaneamente occorre operare verso l'esterno per il radicamento della CSS tra le masse lavoratrici.

 

6. L'organizzazione deve sviluppare rapporti di solidarietà interni (Sardigna) e internazionali con le organizzazioni politiche che riconoscono la legittimità della lotta per l'autodeterminazione del PLS.

 

Nella lotta anticoloniale per la sovranità nazionale AMpI nei rapporti con le altre forze indipendentiste e con le organizzazioni internazionali che riconoscono giusta la lotta per l'autodeterminazione delle nazioni senza stato anche nei paesi imperialistici sviluppa una politica di unità di intenti basata su: conoscenza reciproca e scambio di esperienze, dibattito aperto su questioni di interesse comune, solidarietà reciproca di fronte agli attacchi della controrivoluzione preventiva in qualsiasi modo essa si manifesti.

 

Riteniamo che solo attraverso il confronto con il popolo sardo e con le sue espressioni politico – culturali sia possibile abbattere e modificare la situazione in cui versa attualmente la nostra terra: colonizzata, sfruttata, spopolata ed emarginata da coloro che in complicità con il dominatore di turno approfittano della fame, della disoccupazione, della disperazione per appropriarsi impunemente delle sue risorse lasciando dietro di sé solo deserto e distruzione. Per questo, noi patrioti di A Manca pro s'Indipendentzia , pensiamo che ci sia una sola soluzione: la costruzione della coscienza nazionale di classe come tappa fondamentale della costruzione del nostro progetto: SOTZIALISMU - INDIPENDENTZIA .

  Cosa Vogliamo