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SULLA QUESTIONE DELLA LINEA POLITICA DI A MANCA PRO S'INDIPENDENTZIA IN QUANTO NECESSITA' DI SINTESI DIALETTICA FRA TEORIA E PRASSI

Nelle nazioni senza Stato e nelle colonie, lo scontro tra imperialismo ed antimperialismo assume la forma - ma soprattutto la sostanza - della lotta anticolonialista, costituendo la liberazione nazionale dei popoli oppressi un avanzamento del movimento rivoluzionario internazionale ed un corrispondente indebolimento del campo imperialista.

Contestualmente a tale analisi la linea politica dell' organizzazione a Manca pro s 'Indipendentzia deve essere intesa come l'opzione strategica che garantisce la centralità del progetto complessivo fino al conseguimento dell' obiettivo finale; il programma deve essere inteso come l'opzione tattica che garantisce la scelta più organica al momento dato per lo sviluppo della linea politica; la struttura deve essere intesa come 1'anello di congiunzione tra questi due elementi, ovvero lo strumento tramite il quale sia possibile rendere pratica la linea politica sviluppando il programma.

INTRODUZIONE: DEI RAPPORTI DI RECIPROCITA' FRA STRATEGIA E TATTICA .

La strategia ha per oggetto di fissare, in una determinata fase della rivoluzione, la direzione del colpo principale, di elaborare un corrispondente piano di disposizione delle forze rivoluzionarie e di lottare per l'attuazione di questo piano. Può cambiare col passare della rivoluzione da una fase ad un'altra, ma resta sostanzialmente immutata per tutto il corso della medesima fase. Obiettivo strategico fondamentale delle forze rivoluzionarie è storicamente la presa del potere, e tutto deve essere subordinato a questo grande compito.

La tattica è una parte della strategia, le è subordinata, le serve, prefiggendosi non di vincere la guerra nel suo insieme, ma di vincere singole battaglie corrispondenti alla situazione concreta. Si occupa delle forme di lotta e delle forme di organizzazione del proletariato, della loro successione, del loro coordinamento, ed in una determinata fase della rivoluzione può cambiare anche parecchie volte.

Principi strategici e principi tattici che stanno alla base dei conflitti politici non devono essere ridotti ad una formula schematica, poiché la loro reale importanza può essere colta esclusivamente unendo la prassi all'analisi delle funzioni che essi racchiudono. Non vi sono dunque principi strategici o tattici che siano immutabili: obiettivi strategici possono assumere funzione tattica oppure obiettivi tattici possono assumere importanza strategica, per cui è necessario di volta in volta sviluppare la capacità di lettura della fase in cui si dispiega la dialettica della storia.

La reale capacità di saper leggere fatti concreti indipendentemente da formule aprioristiche costituisce dunque il punto di partenza per sciogliere la dicotomia fra teoria e prassi e mettere le basi al fine di intervenire nel mondo, partendo dal presupposto che compito di a Manca pro s'Indipendentzia non è discutere o filosofare sulla realtà sarda, bensì cambiarla radicalmente andando ad individuare, per colpirle, le cause che determinano la condizione di sfruttamento della Sardigna e non limitandosi a disorganizzate velleità di circoscriverne gli effetti negativi.

 

1. SARDIGNA NO EST ITALIA.

Motore della storia è la lotta delle classi determinata dai rapporti di produzione. Questo presupposto è tuttavia una condizione necessaria ma non sufficiente a determinare l'appartenenza rivoluzionaria, pel cui è indispensabile estendere il riconoscimento della lotta di classe fino al riconoscimento della dittatura rivoluzionaria del proletariato. Questa segna la fase di transizione del socialismo che fino all'estinzione dello Stato, conduce alla società universale senza classi fondata sul principio-base per cui "da ciascuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni".

Allo stesso modo in cui il proletariato è sfruttato in quanto classe, i popoli sono oppressi in quanto nazioni. Per questo motivo sviluppare una lotta di classe nelle nazioni senza Stato significa porre la questione nazionale nei termini dell'indipendenza:

La Sardigna è una nazione in quanto ha un territorio ed un popolo inteso come comunità storicamente formatasi fondata sulla comunanza di struttura economica e sovrastruttura linguistica e culturale. In quanto nazione costituisce un ambito autonomo della lotta di classe per cui le capacità di elaborare le strategie della propria liberazione sono insite nel popolo sardo ed al popolo sardo appartengono esclusivamente.

La Sardigna è una colonia dello Stato italiano in quanto in essa i rapporti di produzione hanno determinato una oppressione di classe nazionale da parte della borghesia imperialista italiana ai danni dei lavoratori sardi.

Ciò che propriamente caratterizza lo sfruttamento coloniale in Sardigna, è:

•  destrutturazione economica con conseguente creazione di un' economia slegata dalle esigenze del popolo sardo, rapina e sfruttamento delle risorse da parte della borghesia colonialista, instaurazione di un regime di sfruttamento della forza-lavoro dei lavoratori sardi da parte del capitale italiano e creazione di un apparato economico assistenzialista con lo scopo di rendere l'economia sarda totalmente subordinata e dipendente da quella italiana;

•  genocidio del popolo sardo tramite il meccanismo di contraffazione-cancellazione di lingua, cultura e storia popolari di Sardigna e sostituzione con lingua, cultura e storia elitarie della borghesia italiana, e tramite il meccanismo della emigrazione­deportazione;

•  occupazione militare e repressione politico-militare delle forme di resistenza popolare;

•  uso della borghesia compradora e degli intellettuali locali come strumenti di mediazione degli interessi della borghesia colonialista italiana.

La Questione Nazionale Sarda è dunque l'insieme delle condizioni storiche ed attuali, organiche a rapporti di produzione che hanno determinato uno sfruttamento di classe nazionale da parte della borghesia capitalista italiana ai danni del Popolo Lavoratore Sardo, la cui unica risoluzione possibile è la lotta rivoluzionaria per il socialismo e l'indipendenza.

Il Popolo Lavoratore Sardo. La nazione sarda, come tutte le nazioni del mondo capitalista, è suddivisa in classi sociali: esiste nel nostro caso la borghesia compradora sarda che, come già accennato trae profitto e ragione di vita dall'occupazione italiana; esiste la borghesia sarda che fondamentalmente non vede affatto male l'occupazione italiana, ma tendenzialmente mira a guadagnarsi uno spazio autonomo di gestione economica nei suoi rapporti con l'Italia; esiste una piccola borghesia sarda costituita da una grande massa di piccoli commercianti sull'orlo del fallimento, piccoli artigiani e piccoli produttori agricoli devastati dalla crisi economica; esiste un proletariato costituito dai lavoratori delle fabbriche e dal comparto industriale, dagli operai dei cantieri edili, dei centri della grande distribuzione, dai salariati agricoli, dai lavoratori stagionali e dai lavoratori precari più in generale, esiste un terziario composto da migliaia di persone legate al salario dell'apparato burocratico italiano nella Colonia Sardigna; esiste una massa enorme di disoccupati che si aggira intorno al 27-30% della forza lavoro sarda. Inoltre la Sardigna col fenomeno dell'emigrazione si sta ritrovando popolata di anziani, sta perdendo giovani, sta finendo abbandonata da parte degli intellettuali che preferiscono stare in Italia.

Come abbiamo detto a.M.p.I. si pone come obiettivo quello di essere portavoce ed avanguardia degli interessi nazionali e sociali della nazione sarda. Ma la nazione sarda può avere interessi nazionali e sociali unitari pur essendo divisa in classi? Noi diciamo di no! E questo è valido non solo per la nostra nazione, ma per tutte quelle che sono divise in classi! Se dicessimo che il nostro unico interesse sono I SARDI in quanto tali, fingendo di non sapere che sono divisi in classi, ci comporteremmo come quei reazionari che pretendono di ingannare le masse sfruttate dicendo che essi hanno un solo interesse: gli Italiani.

Per questo a Manca pro s'Indipendentzia crede che sia necessario avere come punto di riferimento della sua lotta contro il colonialismo, per la liberazione nazionale e sociale, il Popolo Lavoratore Sardo, inteso come alleanza tra tutte quelle diverse classi sociali presenti in Sardigna, composte da persone riconoscentesi come appartenenti alla Nazione Sarda, che sono accomunate non dal ricavare profitto bensì dal dover sopportare lo sfruttamento ed il peso che colonialismo e occupazione creano alla Sardigna. Appartiene al Popolo Lavoratore Sardo chiunque subisca a livelli diversi lo sfruttamento del capitale nella forma di oppressione coloniale, e l'oppressione coloniale in quanto forma di sfruttamento del capitale. Nel contesto generale della solidarietà internazionalista va costruito un rapporto privilegiato con chiunque in qualsiasi parte del mondo riconosca, appoggi, sostenga e contribuisca alla lotta di liberazione nazionale sarda per il socialismo e l'indipendenza.

2. SULLA QUESTIONE DEL METODO .

La questione del metodo costituisce un elemento imprescindibile per poter costituire un' avanguardia realmente rivoluzionaria che sappia elaborare una teoria d'avanguardia ed indirizzarla sul terreno della liberazione nazionale.

La scienza rivoluzionaria va studiata in quanto metodo di analisi delle fasi di sviluppo dei rapporti di produzione e praticata in quanto metodo del socialismo scientifico rivoluzionario proletario sardo. Dovere di un' organizzazione di avanguardia è quello di dotarsi innanzitutto di un sistema di lettura ed interpretazione della realtà che le consenta di elaborare un corrispondente piano di azione al fine di centralizzare le reali spinte provenienti dalle masse popolari ed incanalarle lungo un processo rivoluzionario in divenire. Questo è il compito storico che mette l'organizzazione a Manca pro s'Indipendentzia nelle condizioni di porre la questione del superamento dialettico della teoria esistente e dell'elaborazione di una teoria rivoluzionaria che costituisca la via sarda al socialismo .

 

3. A FORA SOS MERES .

L'emancipazione del Popolo Lavoratore Sardo può avvenire esclusivamente assumendo come base di azione la rottura delle catene coloniali che tengono legata la Sardigna allo Stato italiano e contemporaneamente sciogliendo lo scontro capitale-lavoro ponendo in essere il primato del lavoro sul capitale. È quindi necessario schierarsi sul terreno dell' anticolonialismo sviluppando la questione dell' autodeterminazione-autodecisione-autogoverno del Popolo Lavoratore Sardo.

Per autodeterminazione si intende il diritto del Popolo Lavoratore Sardo di riconoscersi in quanto tale nella propria specificità, acquisendo in questo modo una coscienza di classe-nazione che metta le basi per la questione della sovranità nazionale, ovvero la capacità insita nel Popolo Lavoratore Sardo di decidere autonomamente del proprio destino.

Per autodecisione si intende il diritto della classe-nazione sarda di separazione dallo Stato italiano per la creazione della Repubblica Socialista di Sardigna.

Per autogoverno si intende il diritto della classe-nazione di gestione delle risorse, della struttura e della sovrastruttura nell'interesse esclusivo del Popolo Lavoratore Sardo e, tramite questo del proletariato internazionale.

In sintesi 1'anticolonialismo deve essere la tattica organica alla strategia indipendentista dei comunisti sardi.

I punti di riferimento per lo sviluppo della lotta in un percorso di continuità fra anticolonialismo ed indipendentismo, devono essere:

•  Il Popolo Lavoratore Sardo. È necessario ricostituire e ricompattare la classe-nazione, favorendo il passaggio dalle lotte settoriali di tipo economico e quindi esclusivamente sindacali, impregnate di ideologia individualistica di stampo prettamente piccolo-borghese tendente al conseguimento di interessi particolaristici, in lotta politica, garantendo il passaggio dal particolare al generale, dall'individuale al collettivo, dal personale al sociale. Stimolare la presa di coscienza della classe-nazione come avanguardia rivoluzionaria, ponendo la centralità della classe operaia nel suo ruolo-guida delle masse popolari sfruttate e della costituzione di un' avanguardia cosciente organizzata che sia rivoluzionaria nel modo di pensare e di agire.

•  Il movimento rivoluzionario delle colonie, delle nazioni senza Stato, dei Paesi oppressi.

Lavorare alla costruzione di una solidarietà il1ternazionale attiva ed operante per cui ogni fase della lotta rivoluzionaria di liberazione delle nazioni costituisca realmente un avanzamento del processo rivoluzionario ed un indebolimento dell'imperialismo.

•  Il proletariato italiano. Agire nei confronti del proletariato italiano e delle sue avanguardie organizzate secondo il principio per cui un popolo che ne opprime un altro non può liberarsi. La condizione imprescindibile di questo rapporto è il riconoscimento del diritto di autodeterminazione-autodecisione-autogoverno del Popolo Lavoratore Sardo, il riconoscimento della lotta di liberazione nazionale sarda in quanto lotta di classe, il riconoscimento dell'indipendenza della Sardigna in quanto unica soluzione rivoluzionaria possibile della Questione Nazionale Sarda.

E questi a loro volta dovranno essere inseriti, nell'elaborazione teorica e nella prassi politica all'interno di un contesto generale che deve essere in grado di sfruttare, a vantaggio esclusivo della lotta patriottica:

•  I conflitti interni ovvero nazionali che si sviluppano nelle e tra le classi antagoniste al Popolo Lavoratore Sardo;

•  I conflitti posti in essere dal rapporto tra capitalismo, colonialismo, imperialismo e la borghesia nazionale sarda;

•  Le contraddizioni, i conflitti e le guerre tra Stati borghesi imperialisti.

 

La parola d'ordine a fora sos meres sintetizza in questo modo la parola d'ordine a fora sa classe isfruttadora inquadrando la lotta anticolonialista nel contesto generale della lotta contro i padroni interni o esterni che sottopongono la Sardigna a regime di sfruttamento capitalista.

 

4. SARDIGNA LIBERA E RUJA .

L'accezione anticolonialista che è sita alla base della lotta di classe nazionale sarda può essere sviluppata solo ed esclusivamente favorendo la mobilitazione del Popolo Lavoratore Sardo e legandosi ad esso per poterlo guidare alla vittoria. Se la lotta di classe per la liberazione nazionale sarda è lotta di popolo, bisogna tuttavia riconoscere che l'unico soggetto politico in grado di sciogliere in termini realmente rivoluzionari la Questione Nazionale Sarda, è il Partito Comunista Sardo, ovvero l'avanguardia cosciente organizzata secondo i principi del centralismo democratico e capace di sintetizzare teoria e prassi nel metodo del socialismo scientifico rivoluzionario proletario sardo come sintesi dialettica e materialistica della parola d'ordine sotzialismu-indipendentzia. Il Partito Comunista Sardo è il combattente d'avanguardia armato di una teoria d'avanguardia per il socialismo e l'indipendenza. L'organizzazione a Manca pro s'Indipendentzia, sviluppando una linea di massa senza essere struttura di massa ne tanto meno un partito, ha il compito di preparare il terreno per l'azione politica del Partito Comunista Sardo.

 

5. SOTZIALISMU-INDIPENDENTZIA.

Ponendo in essere la questione dell'inscindibilità di sotzialismu ed indipendentzia, a Manca pro s' Indipendentzia ne determina la sintesi dialettica: è infatti politicamente e strategicamente impensabile una lotta di classe senza una lotta di liberazione nazionale e viceversa una lotta di liberazione nazionale senza una lotta di classe. Questo significa che, per le attuali condizioni storiche che ne determinano lo sfruttamento da parte del capitale, in Sardigna la lotta di classe è lotta di liberazione per l'indipendenza nazionale e contemporaneamente la lotta di liberazione nazionale è lotta di classe per l'instaurazione della dittatura rivoluzionaria del proletariato.

Il patriottismo, ovvero la lotta per far coincidere la nazione sarda con il suo Stato, è un'applicazione dell'internazionalismo proletario, costituendo l'unione del nazionale con l'internazionale per cui gli interessi nazionali della Patria nostra sarda non contrastano con gli interessi socialisti del proletariato internazionale ma ne sono organici.

In questi termini a Manca pro s'Indipendentzia rivendica il diritto di separazione della nazione sarda dallo Stato italiano per la costituzione della Repubblica Socialista di Sardigna.

 

SARDIGNA SOTZIALISTA

 

Nella fase attuale la migliore applicazione possibile della sintesi sotzialismu-indipendentzia è definita dalla parola d'ordine SARDIGNA SOTZIALISTA come indicazione di linea politica per l'organizzazione a Manca pro s'Indipendentzia.

L'Organizzazione a Manca pro s'Indipendentzia, tutte le sue strutture e tutti i suoi organismi, sono dunque tenuti ad operare sulla parola d'ordine SARDIGNA SOTZIALISTA nell'interesse esclusivo del Popolo Lavoratore Sardo e nella prospettiva della costituzione del Partito Comunista Sardo. L'Organizzazione a Manca pro s'Indipendentzia, tutte le sue strutture e tutti i suoi organismi, sono tenuti ad adottare la parola d'ordine SARDIGNA SOTZIALISTA nel rapporto con le masse come sintesi unica di sotzialismu-indipendentzia ovvero come lotta di classe del Popolo Lavoratore Sardo per l'indipendenza nazionale e la costituzione della Repubblica Socialista di Sardigna.

Pensare da nazione per agire da nazione è la responsabilità che a Manca pro s'Indipendentzia deve assumere come avanguardia rivoluzionaria nella lotta di classe per il socialismo e l'indipendenza in Sardigna, perché questo è il suo dovere nei confronti di se stessa, del Popolo Lavoratore Sardo e della storia.

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