
Tesseramento e partecipazione
Perché ti chiediamo di iscriverti ad A Manca pro s’Indipendentzia
Il tesseramento nazionale 2012 – 2013 inizia dopo un periodo politico molto importante per la storia dell’indipendentismo sardo e si avvia in una delle stagioni più critiche del nostro Paese. La costante che affligge i lavoratori Sardi è l’incertezza e la confusione.
I colonialisti si travestono da nazionalisti sardi, snaturano decenni di proposte indipendentiste buttandole a mare per sedimentare il pessimismo e la rassegnazione o per ridicolizzarle. L’abbiamo visto con la truffa della falsa flotta sarda (navi private affittate a prezzi esorbitanti per scopo propagandistico della giunta Capellacci). L’abbiamo visto con la mozione sardista in Consiglio regionale sull’indipendenza (che ha avuto l’adesione entusiastica dei partiti italiani i quali, al contempo, ribadivano anche la propria incondizionata fedeltà all’Italia). L’abbiamo visto con la casta unionista che inventa un referendum truffa approfittando dello sdegno generalizzato contro i partiti di governo per consolidare di fatto la concentrazione del potere a Cagliari e nel palazzo della Regione. L’abbiamo visto con le bandierine sarde sventolate a Roma dai politici e sindacalisti italianisti, mentre andavano a vendere a buon mercato la pelle degli operai e dei pastori sardi. Abbiamo visto e vediamo ogni giorno il colonialismo italiano proseguire nel tentativo di mimetizzarsi da nazionalismo sardo, di nascondersi per far fronte alla crescente sete di libertà della nostra nazione.
Del resto, purtroppo però, la confusione domina anche in campo indipendentista. Lo stato italiano si sta sfaldando sotto il peso dei debiti e della sua sudditanza all’europolo e ciò ha come effetto qui da noi un crollo di tutte le fasce di protezione e di assistenza che finora ci davano un’illusione di benessere e di pace sociale: dallo smantellamento dei servizi pubblici al ritiro dell’industria. La Sardegna sta esplodendo.
Gli indipendentisti sardi dovrebbero cogliere questa occasione d’oro e costruire un cuneo d’acciaio facendo valere tutti i punti stabiliti nella Carta di Convergenza, andando finalmente a difendere i nostri diritti fondamentali, a costruire la vera sovranità, quella popolare, dei territori e delle reali risorse della nostra terra.
Invece gli indipendentisti vanno in ordine sparso seguendo a tentoni ognuno le sue strategie di partito, senza pensare al bene comune della nazione e alla necessità di presentarsi, almeno in determinati momenti e su determinati punti, come blocco nazionale.
Proprio in questo contesto ti chiediamo di sostenere la sinistra indipendentista, garanzia di convergenza e solidità indipendentista in un momento in cui serve davvero un progetto politico che non arretra, non si svende e non tradisce!
Non si tratta di parole, ma di fatti, chiari e visibli a tutti!
In questi anni la sinistra indipendentista ha affrontato molte battaglie, ha dimostrato che è possibile fare politica in maniera popolare senza riempirsi le tasche, senza appoggiarsi ai soliti giochi di padrini e clientele, occupandosi dei reali problemi dei lavoratori sardi e della difesa della nostra terra e delle sue risorse.
Abbiamo fatto politica sul territorio, siamo andati nei paesi della Sardigna per spiegare l’inganno delle centrali nucleari rifutando ogni collusione con i partiti coloniali e loro affini, contribuendo a vincere la battaglia popolare per impedire qualsiasi ipotesi di costruzione del nucleare nella nostra terra. Abbiamo cercato di costruire insieme al nostro popolo diversi momenti di fare politica: nelle lotte dei pastori contro il prezzo del latte imposto dagli industriali e dalla classe politica attualmente al potere, nelle lotte contro i Radar militari, contro le nuove caserme italiane e i nuovi progetti coloniali della Saras. Abbiamo fatto e sostenuto proposte concrete di democrazia energetica e di sovranità alimentare, ad esempio elaborando una piattaforma di utilizzo delle terre civiche che gli amministratori italianisti vorrebbero invece lottizzare o regalare all’esercito.
Abbiamo attaccato duramente il ruolo della grande distribuzione che impoverisce il territorio producendo un dissesto economico e culturale praticamente irreversibile. Abbiamo sostenuto le lotte per difendere i tagli alle scuole, agli uffici pubblici, la chiusura degli ospedali e dei presidi medici nei paesi e di conseguenza abbiamo dato il nostro contributo per combattere la politica di spopolamento che lo Stato e la Regione stanno praticando con brutalità.
Contemporaneamente abbiamo sollevato il dibattito sulla Convergenza Indipendentista, progetto necessario per creare uno spazio di intervento e proposta politica che racchiudesse tutte le lotte che i nostri territori stanno facendo e che il nostro popolo sta portando avanti. Insomma un’alternativa condivisa, democratica e praticabile allo strapotere dei partiti italiani e ai loro continui inganni e illusionismi.
Sono soltanto cenni delle nostre battaglie, ma sebbene quello che abbiamo fatto sia stato tanto, tanto resta ancora da fare. Anzi, possiamo dire che siamo solo all’inizio della lotta per una emancipazione reale della nostra terra e dei lavoratori sardi.
Ciò non ci deve scoraggiare perché cambiare completamente il modo di fare politica in una terra lungamente colonizzata come la Sardigna non è impresa di poco conto. Ma dalla nostra abbiamo un buon metodo di lavoro basato sul coinvolgimento, sulla partecipazione e sulla fiducia nella possibilità di cambiare le cose!
L’agenda di lavoro è molto impegnativa, ma insieme ce la faremo. Dobbiamo riuscire a radicarci in ogni paese, in ogni borgata, in ogni quartiere. Dobbiamo riuscire a combattere il fatalismo e il senso di sconfitta che sta portando molti lavoratori sardi ad abbandonarsi ad un pessimismo profondo e molto pericoloso per se stessi e per la società sarda intera. Dobbiamo rilanciare le discussioni, la democrazia di base, il fare e il pensare insieme. E soprattutto dobbiamo dimostrare che non tutti si sono arresi alla svendita dei beni comuni della nostra isola e ad una vita fatta di precarato, disoccupazione, salari da fame, emigrazione ed obbedienza.
Dobbiamo riuscire a non dare tregua agli speculatori, ai palazzinari, ai politici truffatori, ai rapinatori legalizzati denunciando pubblicamente ogni loro abuso e difendendoci come una comunità organizzata e non più disposta ad essere presa in giro e a vedere la sua terra saccheggiata.
A questo serve iscriversi e collaborare con A Manca pro s’Indipedentzia, a costruire un Partito dei Lavoratori Sardi che si sappia finalmente imporre senza tatticismi e sotterfugi nella politica isolana con la giusta determinazione.
Sappiamo benissimo che molti lavoratori sardi sono stanchi e sfiduciati dalla politica e che non hanno nessuna intenzione di occuparsene. Purtroppo però questa reazione, assolutamente comprensibile, da ancora maggior potere a chi si può permettere di comprarsi il consenso. Cedere all’antipolica fa bene soltanto a chi gestisce attualmente il potere e ha mille modi e mille strumenti per stringerci il cappio collo.
Se non ci organizziamo per cambiare le cose non abbiamo nessuna speranza di opporci alla distruzione della nostra terra e al declino delle nostre vite.
Perciò, oggi più che mai, chiediamo a tutti i sinceri e leali patrioti sardi di iscriversi alla nostra organizzazione, di abbandonare ciarlatani, maestri della chiacchiera, opportunisti e voltagabbana e di rimettersi in gioco con noi.
COSTRUIAMO INSIEME IL SOCIALISMO E L’INDIPENDENZA DELLA NAZIONE SARDA
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Costo minimo della tessera 10 euro Sassari 3343434180 Olbia 3394771235 Oristano 3285926568 Nuoro 3289499906 Bonorva 3461466988 Carbonia 3403544672 Cagliari 3473284435
►Oppure mandare i propri dati (nome, cognome, lavoro, indirizzo a cui recapitare la tessera) a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |
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