
ITALIA: il deserto che avanza!
Alla cortese attenzione degli organi di stampa,
SULLA FINE DEL CALZIFICIO QUEEN DI MACOMER.
il tribunale di Oristano ha dichiarato il fallimento, si apre la mobilità per i 150 dipendenti.
La Queen di Macomer nasce nel 1994 dopo aver ricevuto milioni di euro dalla Regione Sardegna. Nel 2001 apre una “finta crisi” produttiva dopo che i vincoli con la Regione sono caduti. Si smantellano i macchinari e vengono trasferiti in Serbia dove nel frattempo è stato aperto un altro stabilimento: il filato grezzo viene prodotto nello stabilimento di Macomer e trasferito in Serbia per la lavorazione. A questo punto si apre la cassa integrazione per i 180 operai, la maggior parte donne.
Non un’ora di sciopero è stata dichiarata dai sindacati italiani che continuano a giustificare la finta crisi dichiarando di voler “salvare il salvabile”.
Come avevamo già ampiamente previsto all’epoca i padroni della Queen non avevano alcuna intenzione di “salvare il salvabile, ma solo di fare fagotto dei soldi pubblici accaparrati e delocalizzare! L'imprenditore infatti, dopo aver sfruttato gli operai e rubato le loro liquidazioni (compresi i contributi INPS non versati per l'intero 2008), ha trasferito i macchinari in Serbia acquistati con i contributi regionali e ora leva le tende definitivamente. Gli operai vengono così lasciati nella disperazione.
Quello della Queen è un’ennesima brillante operazione di impoverimento indotto del nostro Paese e di sfruttamento intensivo dei lavoratori e delle lavoratrici sarde. Una operazione che non avrebbe mai avuto poter luogo senza la piena e brillante collaborazione dei sindacati italiani e della Regione.
I lavoratori e le lavoratrici della Queen ringraziano l’italia e le sue strutture regionali e sindacali che ancora una volta non hanno battuto ciglio. Lavoratori e lavoratrici che sono stati ripagati con questa moneta dopo esser stati vessati per anni dai capi reparto che controllavano persino quante volte andavano in bagno o quando si fermavano a bere in 8 ore di lavoro.
Il presidente Ugo Cappellacci dopo le varie promesse fatte in campagna elettorale adesso cosa fa? La Sardegna esige delle risposte; perché anziché investire sui piccoli imprenditori Sardi, o ancor meglio su cooperative di giovani, si continua a regalare soldi a imprenditori esteri che vengono nella nostra isola solo per fare manbassa di finanziamenti pubblici e poi delocalizzare? Perché non puntare alla riqualificazione degli operai creando nuove opportunità, anziché regalare milioni di euro sotto la falsa promessa di imprenditori e sindacati di voler cercare di risolvere la “crisi” produttiva?
Purtroppo fino a quando la nostra nazione sarà governata dai partiti italiani e fino a quando i sindacati italiani avranno il monopolio delle trattative con i padroni le cose non potranno che peggiorare! La chiusura del calzificio Queen è l'ennesimo esempio della politica fallimentare dei governanti italiani che purtroppo detengono il monopolio del governo!
È ora che i lavoratori Sardi capiscano che noi e solo noi possiamo mettere fine a questo vergognoso furto della nostra vita, della nostra salute e della nostra terra. È ora che i lavoratori sardi sostengono la crescita e la politica della sinistra indipendentista sarda per incominciare a costruire fin da subito il loro stato libero, indipendente e sovrano!
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