
aderisci alla manifestazione NO GALSI!
La Sardigna negli ultimi anni ha subito una vera e propria ondata di investimenti speculatori da parte di faccendieri italiani ed europei soprattutto nel campo dell’energia. Dopo il fantasma del nucleare ora corriamo il serio pericolo di subire un torto non certo minore: il GALSI.
Un poderoso gasdotto che, praticamente in sordina, si appresta a sventrare la nostra terra per portare gas metano dall'Algeria all'Italia. La Sardegna sarà ridotta a "servitù di passaggio" funzionale all’Italia, all’Europa e alla Russia. I sostenitori del gasdotto ci dicono che è una grande occasione per la Sardegna, ma leggendo i documenti ufficiali abbiamo capito che in realtà sarà un’ennesima beffa dato che i sardi non avranno nessuna voce in capitolo sulla gestione del gas e che dovranno acquistarlo a normale prezzo di mercato. Il Galsi sarà un’opera faraonica in cui la Sardegna non potrà mettere becco diventando così un ennesimo cordone ombelicale che ci legherà agli interessi del grande capitale privato e del centralismo italiano. Ancora una volta il popolo sardo non avrà alcun diritto di decidere autonomamente e liberamente su tutte le cosiddette "grandi opere" imposte dal colonialismo italiano e dalle multinazionali sue socie.
A scanso di equivoci ricordiamo che la sinistra indipendentista non è pregiudizialmente contraria all’utilizzo del metano, ma questo potrebbe viaggiare per nave per poi essere lavorato in un rigassificatore senza nessun bisogno di sventrare la Sardigna ed espropriare migliaia di ettari di terreno fertile, di zone a vocazione turistica e di mettere a repentaglio il nostro patrimonio culturale, naturalistico ed archeologico. Quindi l'argomento della metanizzazione della Sardegna non regge e dimostra di essere solo un cavallo di troia propagandistico.
Inoltre pensiamo che bisognerebbe privilegiare le energie rinnovabili all'interno di un serio e strutturato piano energetico nazionale sardo, concepito e scritto sulla base delle reali esigenze energetiche della nostra economia e della nostra società.
Oltre al Galsi la nostra terra rischia di subire un’altra operazione di sfruttamento energetico. La SARAS si appresta infatti a trivellare anche la zona di Arborea espandendo la sua nefasta presenza sul nostro territorio nazionale. Anche in questo caso assistiamo ad un’ennesima aggressione alla sovranità della nostra terra.
Per denunciare l'ennesimo sopruso inflitto alla Nazione Sarda, a Manca pro s'Indipendentzia chiede l’adesione a tutte le forze indipendentiste e anticolonialiste, a tutti gli ambientalisti e ai sinceri democratici, a tutte le associazioni e ai sindacati di base dei lavoratori, ai comitati popolari No Radar, No Galsi, No Pozzo Saras: insomma a tutto il popolo sardo non compromesso con gli interessi dei colonizzatori.
Facciamo sentire la nostra voce per ribadire il nostro “No” all'ennesima servitù coloniale.
Ribelliamoci in difesa della nostra terra e della dignità del nostro popolo, lottiamo insieme contro i metodi antidemocratici d'imposizione e che vanno a discapito dell’esigenza di sovranità energetica della nazione sarda.
La manifestazione sarà di tutti e tutti potranno intervenire e portare il loro contributo, la loro voce, il loro sguardo per rendere più forte questa battaglia.
piattaforma:
1) No Galsi
2) No pozzo Saras
3) Si ad un piano energetico nazionale sardo
per adesioni:
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ADESIONI FINO AD ORA:
Comitato ProSardegnaNoGasdotto;
A Manca pro s'Indipendentzia;
Sinistra Critica sarda ;
Partito Comunista dei Lavoratori;
Sinistra anticapitalista sarda;
Collettivo anticapitalista sardo;
Associazione Zirichiltaggia;
Comunisti - Sinistra popolare di Cagliari e del Sulcis ;
Disarmiamoli Sardigna ;
Social Forum ;
Solarussa in Movimento;
Liberta' Sarda;
Comitato Carlofortini Preoccupati
Gruppo Tutti i sardi contro il Galsi;
Az.namusn.art (collettivo artistico)
Meetup 31 (Amici di Beppe Grillo in Sardegna)
Claudia Zuncheddu (consigliere regionale)
Massimiliano Mazzotta (regista)
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Concentramento, sabato 10 dicembre, in Piazza dei Centomila (fronte scalinate di Bonaria) ore 10.30, a Cagliari.
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