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Martedì, 23 Set 2014
Sabato 25 Febbraio 2012 20:02

Un Nuovo Corso dell'Edilizia nel Nord Sardegna

Un Nuovo Corso dell'edilizia nel Nord Sardegna


Il settore delle costruzioni nel Nord Sardegna in generale e in particolare in provincia di Olbia-Tempio sta vivendo in pieno una crisi strutturale. Lo attestano gli ultimi dati della Cassa edile del Nord Sardegna e quelli di Edilcassa. Si tratta di dati drammatici che non lasciano spazio a dubbi.

 


Cominciamo dal calo costante delle imprese: la perdita registrata dal 2008 al 2011 è di 777 unità. Con il crollo delle imprese crollano ovviamente anche i lavoratori operai iscritti alle Casse Edili: si passa da 17166 addetti dell’ottobre 2008 ai 10734 del settembre 2011, cioè ad una riduzione di 6432 lavoratori pari al 34, 47% degli iscritti ad entrambe le Casse. A questi vanno però aggiunti i lavoratori con qualifica di quadri impiegati che non sono iscritti e censiti dalle Casse Edili.

Ecco i dati della massa salari denunciata dalle imprese, che risente ovviamente dell’attività lavorativa:


2008

2011

Cassa Edile 118 milioni 928066 euro

Edil Cassa    17 milioni 991000 euro

Cassa Edile   81 milioni 590521 euro

Edil Cassa    14 milioni 250000 euro


 

 

La perdita della massa retributiva complessiva ammonta a 41 milioni 078545 euro.

L’anno 2011 è stato il peggiore, con 240 imprese in meno, 1687 addetti in meno e con un monte salari andato in fumo di 16milioni 370.209 euro.

Davanti a questi dati riteniamo che il problema della crisi dell’edilizia vada affrontato attentamente.

L’edilizia è sempre stato uno dei settori più produttivi per il popolo lavoratore sardo. Il settore edile in Sardegna conta migliaia di lavoratori che devono essere tutelati e che costituiscono un patrimonio di esperienza e di professionalità che rischiamo di perdere con l’emorragia dell’emigrazione o peggio della disoccupazione cronica. Non si tratta soltanto di operai, perché i lavoratori che trovano impiego nell’edilizia sono anche ingegneri, architetti, geometri, agenti immobiliari, ecc...

La sinistra indipendentista non può rimanere impassibile davanti a questa situazione e deve lavorare a salvaguardare questo importante settore dell’economia sarda.

Tutelare e difendere il settore edile non significa solamente occuparsi di migliaia di lavoratori sardi, ma anche salvaguardare il nostro patrimonio urbano. Il Nord Sardegna e la provincia di Olbia Tempio ha infatti necessità di un piano specifico per il rinnovamento delle città. Servono urgenti lavori di ristrutturazione e manutenzione degli edifici storici spesso abbandonati a se stessi, riqualificazione di intere aree cittadine e periferiche, di innovazione e risparmio energetico, di architettura sostenibile, ecc..


La sinistra indipendentista crede nella necessità di proporre una alternativa complessiva alla politica del “lascia o raddoppia” impiegata fino ad oggi dalla gestione dei partiti italiani. Servono piani straordinari di riqualificazione inseriti in una corretta pianificazione urbanistica basati sull’uso razionale del suolo e delle risorse, sul recupero delle aree già edificate e sulla riqualificazione energetica del patrimonio già esistente. Bisogna puntare sulla sostenibilità sociale, ambientale, economica e identitaria delle comunità del Nord Sardegna e della provincia di Olbia-Tempio per impedire ulteriore ed inutile consumo di suolo e devastazione del paesaggio e per mettere i lavoratori dell’edilizia al centro di un forte processo di cambiamento della mentalità e della vita civile di queste regioni.


La sinistra indipendentista ritiene quindi indispensabile che il settore dell’edilizia diversifichi il proprio modo di operare. Se un tempo c’erano i negozi che vendevano inchiostro e pennini, oggi abbiamo quelli che vendono computer. Se oggi il mercato dell’edilizia è saturo e ha compromesso in molte occasioni anche il patrimonio naturalistico della nostra isola, allora conviene cambiare rotta: l’edilizia oggi, nella nostra terra, deve rispondere alle esigenze demografiche e all’adeguamento industriale mediante la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico e la messa in sicurezza del territorio. Continuare con speculazioni e aggressioni cementificarci è dannoso e alimenta oltretutto un mercato drogato e senza sbocchi di crescita. Nella provincia Olbia-Tempio si aggiunge a questo anche l’aggravante delle infiltrazioni mafiose!


La sinistra indipendentista si propone nel Nord Sardegna anche come sponda politica di un cambiamento di rotta del settore dell’edilizia. Ci vuole una politica lucida e coraggiosa che orienti le imprese sarde di queste regioni all’edilizia ecosostenibile e all’utilizzo di materiali e tecniche innovative puntando alla salvaguardia dell’ambiente, al risparmio energetico e ai diritti e alla sicurezza dei lavoratori.

 

 

Direttivo Politico Nazionale

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Ultima modifica Sabato 25 Febbraio 2012 22:21