PUNTI PROGRAMMATICI DI A MANCA PRO S’INDIPENDENTZIA
aMpI ha elaborato un proprio programma generale, ovvero un insieme di punti programmatici generali di intervento nei vari settori della vita economica, politica e culturale sarda. Vi riportiamo di seguito una sintesi del nostro programma politico, ma ne troverete una stesura dettagliata nel fascicolo (in pdf) "Tesi Congressuali 2008". Tali punti sono:
Economia
Occupazione Militare
Lingua e Cultura
Repressione
Sindacato
Relazioni Internazionali
Relazioni Natzionali
Emigrazione = Deportazione
Emigrazione interna
Economia:
Dal punto di vista economico aMpI punta la sua attenzione su tre particolari settori:
•Industria: contrasto al tentativo di fare della Sardigna una
zona franca del capitalismo industriale italiano;
• Turismo: contrasto al tentativo di fare della Sardigna un
luogo di riposo per il capitalismo italiano;
• Agro-pastorale: contrasto al tentativo di annientare
l’apparato economico del mondo delle campagne.
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Occupazione Militare:
In Sardigna, colonia dello stato italiano l'occupazione militare si sviluppa in
tre fronti: statunitense, NATO e italiana. aMpI lotta per:
lo smantellamento poligoni di tiro;
la nazionalizzazione servitù militari
la bonifica territori;
la riconversione economia militare.
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Lingua e Cultura
aMpI reputa necessaria una progressiva de-italianizzazione e ri-sardizzazione dei sardi stessi.
• Il 28 aprile è Sa die de sa patria sarda, festa nazionale da celebrare in ogni dove;
• La lingua sarda riveste un valore strategico in quanto è uno strumento politico,
rivoluzionario, di unità del popolo sardo. È da utilizzare in tutte le sue varianti all’interno
della vita di aMpI;
• Creazione di un percorso formativo sardo;
• Adozione di una politica linguistica-culturale atta a sardizzare tutti gli studenti attraverso una linea progettuale condivisa; creazione di un’ Università sarda; • Insegnamento della lingua e della storia sarda a tutti i livelli e gradi di istruzione;
• Costruzione della Scuola nazionale sarda: popolare, pubblica, gratuita e obbligatoria
fino ai massimi livelli dell’istruzione.
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Repressione
La grande accezione che riveste il termine repressione va espresso in termini più specifici
in funzione della lotta alla repressione stessa. All’interno del movimento di liberazione
nazionale va sviluppata la teoria e la prassi di una lotta al sistema repressivo che
definiamo Sistema repressivo coloniale, cioè a quell’insieme di teorie, strategie, tattiche e
strumenti, visibili e non visibili, apparati politici, polizieschi e giudiziari utilizzati dallo
stato italiano per esercitare, mantenere, difendere e rafforzare il suo potere economico,
politico e ideologico sulla nazione sarda.
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Sindacato
I sindacati italiani svolgono un ruolo attivo nello sviluppo e nel perpetrarsi della
condizione coloniale a cui è sottoposto il popolo lavoratore sardo. In quanto tale è
necessario lavorare affinché il popolo lavoratore sardo passi dal piano delle
rivendicazioni corporative e meramente economiche al piano della rivendicazione
politica: in questo contesto è necessario ed ha un valore strategico lo sviluppo del SNS.
Propagandare l’esistenza del SNS tra il popolo lavoratore sardo è un dovere di ogni
militante di aMpI; abbandonare i sindacati italiani e utilizzare il SNS per la risoluzione di
ogni controversia nel proprio posto di lavoro diventa obbligo politico per ogni quadro
dirigente di aMpI.
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Relazioni Internazionali
Sviluppare un internazionalismo reale tra le nazioni senza stato assume una opzione
strategica per aMpI in funzione dell’esistenza stessa della lotta e delle rivendicazioni
della nazione sarda di farsi Stato. La Nazione sarda “appartiene” alla sfera di influenza
culturale, politica e ideologica dello stato italiano: “rinegoziare” questo rapporto significa
avanzare sul piano della lotta di liberazione nazionale. Dunque riteniamo tattici i rapporti
da instaurare con i soggetti che in Italia appoggiano la lotta della nazione sarda a farsi
Stato. Sviluppare un internazionalismo attivo ed operante significa creare le condizioni
perché i rapporti internazionali tra nazioni senza stato costituiscano il fondamento
affinché l’avanzamento della lotta in una singola realtà costituisca in termini concreti
l’avanzamento di tutti. Significa dunque dare il proprio contributo nella prospettiva della
costruzione dell’Internazionale delle nazioni senza stato, costituita da tutte quelle
organizzazioni che hanno adottato la linea politica sotzialismu-indipendentzia.
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Relazioni Natzionali
Consideriamo nostri alleati strategici e dunque referenti tutti coloro che senza riserve
hanno riconosciuto e/o adottato la parola d’ordine sotzialismu-indipendentzia
riconoscendo l’inscindibilità della lotta di liberazione nazionale dalla lotta di liberazione
sociale e l’impossibilità di praticare la liberazione sociale senza una liberazione delle
colonie e delle nazioni oppresse. Consideriamo nostri alleati tattici tutti i partiti e le
organizzazioni che si collocano nell’area indipendentista e anticolonialista. Non
consideriamo nostri alleati tutti coloro che non rientrano nel quadro sopra descritto: i
partiti ed i sindacati italiani, quelli autonomistici, etc., di destra e di sinistra.
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Emigrazione = Deportazione
Al genocidio si accompagna la diaspora del Popolo Sardo: a fronte di circa un milione e
mezzo di residenti in Sardigna, quasi un milione di sardi son costretti ad abbandonare la
propria terra, a causa di un’emigrazione scientificamente organizzata tanto da poter
essere definita deportazione. Pertanto si propone di essere un referente per le comunità di
sardi emigrati e di creare insieme ad essi le condizioni affinché quella dell’emigrazione
sia una scelta e non una costrizione, per cui vi sia la possibilità del ritorno in patria per
coloro che lo desiderano.
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Emigrazione interna
Per emigrazione interna si intende quel meccanismo indotto dal sistema coloniale
finalizzato a spopolare le zone interne della nostra terra, facendo riversare ampi strati di
popolo sardo ad ingrossare i tre poli urbani attualmente in via di sviluppo (Cagliari,
Sassari,Olbia). Meccanismo che tende ad accelerare la distruzione della Nazione Sarda,
del suo impoverimento, della sua sconfitta. In quest’ottica aMpI si deve porre nella
prospettiva di invertire il proprio intervento politico, teorico e pratico: dalle città ai paesi!
In ogni località dove si hanno rapporti, presenze, contatti bisogna lavorare allo sviluppo
dell’attività politica nei luoghi dove si opera, si lavora, si vive, costruendo il livello
territoriale di aMpI… altresì si diventa complici dello spopolamento stesso dei piccoli
centri diventando di fatto riferimento o calamita di attrazione verso la città.
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