Avviare il polo agroalimentare della Nurra
In questi giorni Ganau e Sanna si affrontano pubblicamente sui grandi temi dell’urbanistica e dell’economia. Sembra uno scontro brioso ma in realtà è tutto finto e i due sfidanti giocano al gioco delle parti.
Per esempio è curioso notare come i candidati delle due principali coalizioni di centrodestra e di centrosinistra, organici al sistema dei partiti che negli ultimi 50 anni hanno guidato le politiche della città di Sassari (ma anche della Regione sarda), parlino come due “esordienti” della
politica, estranei alla devastazione che la città di Sassari e l’intera isola hanno subito.
È curioso che nessuno dei due Ganau-Sanna spenda una sola parola sulla necessità di trovare soluzioni alla crisi economica riavviando per esempio un tipo di economia industriale che faccia riferimento e leva sulle risorse locali (cioè elaborare un Sistema che produca lavoro e ricchezza dalle materie prime del suolo e del sottosuolo, dall’agricoltura e dalla pastorizia) ma si limitino, al più, a prendere in considerazione lo spaventoso declino dalla chimica pesante.
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È interesse della popolazione di Sassari, e nostro in particolare, spostare l’asse del discorso sulla definizione di una “nuova” economia per il territorio, una economia produttiva che crei stabilità e forza per la città di Sassari e per l’intera isola basando finalmente lo sviluppo economico sulle risorse e sulla cultura della nostra società. Questo è il desiderio dei cittadini e del nostro Partito. Il “gioco” elettorale, così come storicamente riproposto, ci appare inutile.
Davanti a questo evento, senza precedenti, le scaramucce del duo Ganau-Sanna sulle aiuole e sui lampioni. ci paiono banali e persino inutili.
Il lavoro politico a contatto con gli agricoltori e gli allevatori della Nurra ci hanno fatto maturare l’idea che servano scelte coraggiose in grado di soddisfare le principali priorità. Per uscire dalla crisi determinata dall’economia di dipendenza c’è la necessità di una politica animata da due fondamentali direttrici: quella alimentare e quella energetica! Queste direttrici s’intrecciano continuamente e indicano come primo obiettivo il rafforzamento del comparto agro-alimentare attraverso il coinvolgimento del comparto dell’allevamento, della pastorizia e dell’agricoltura. È da sottolineare che su questi due aspetti non si sia fatto nulla dal momento che la classe politica italianista al potere non ha neppure sbloccato i piani di sviluppo locale (PSL e i GAL), ormai andati persi, facendo perdere l’opportunità di fondi stanziati
Non può esistere un popolo incapace di provvedere almeno al proprio fabbisogno alimentare. Invece le politiche agricole sarde, italiane ed europee hanno costretto e costringono oggi i Sardi a dipendere, quasi per la totalità del proprio fabbisogno, dalle importazioni alimentari affidate all’import-export dei fornitori dei grandi centri commerciali. Questo è inaudito! E lo è ancora di più in un comune come Sassari che per estensione di terreni agricoli è annoverato fra i primi 5 comuni italiani.
Sassari è inserita nella Nurra, vale a dire in un contesto pianeggiante di grande potenzialità produttiva nei settori dell’agricoltura e della pastorizia e la nuova classe dirigente che A Manca candida al governo di questa città troverà il coraggio di lanciare il progetto del polo agroalimentare della Nurra e dell’autosufficienza attraverso prodotti locali, a prezzi, non usurai, ma proporzionati alla crisi economica che le famiglie sopportano.
Il polo agroalimentare della Nurra porterà ricchezza e abbasserà i prezzi della grande distribuzione che oggi toccano livelli insostenibili sui beni agroalimentari.
La fertile Nurra è dotata di un Consorzio costituito fra l'Amministrazione Provinciale ed il Comune di Sassari con Decreto Prefettizio n° 27832/Div. IV dell'11.11.1949. Il Consorzio di Bonifica della Nurra, costituito prima tra Enti Pubblici nel 1949 e poi tra i proprietari consorziati nel 1963, ha un’estensione territoriale di 83.574 ha ma non ha mai adempiuto a quello che era il
proprio compito: creare un grande polo di produzione agroalimentare.
Il solo Comprensorio irriguo, territorialmente dominato dalle opere di distribuzione irrigua, assomma a circa 27.600 ha, corrispondenti a circa 15.500 ha di superficie irrigabile annualmente al netto delle parzializzazioni.
Le principali opere di accumulo sono i due bacini artificiali sul fiume Temo a Monteleone Roccadoria (volume massimo di regolazione 91,2 Mmc) e sul Rio Cuga a Nuraghe
Attentu (volume massimo di regolazione 34,9 Mmc).
È facile comprendere che una simile struttura ha delle potenzialità enormi e Sassari, principale Comune del Consorzio, non può esimersi dallo svolgere il ruolo che merita. Ganau, nel suo precedentemente mandato non ha mai tenuto in considerazione l’eventualità di agire nel comparto agricolo, lasciando che dell’alimentazione dei cittadini si occupasse la grande distribuzione.
Il polo agroalimentare della Nurra darà vita ad un circolo virtuoso fra città, campagna e paesi circostanti, utilizzando i mercati civici e i “centri commerciali naturali” (piazze e vie della nostra
città) come principale luogo di commercio dei prodotti sardi. Faremo pressioni perché vengano stabilite a livello sardo delle restrizioni per le merci importate in quei settori che sono vitali per la nostra economia e in questo modo gli allevatori potranno fare pressione sugli industriali del latte per un giusto prezzo o, ancora meglio, potranno più facilmente costituirsi in cooperativa avendo la certezza di un mercato sicuro per i loro prodotti restituendo ai Sardi il primato del commercio dei prodotti locali. Un primo passo per smantellare il monopolio arrogante degli industriali e per mettere in discussione il ruolo del Consorzio di tutela del pecorino romano, dal momento che esso risulta composto dagli industriali e dai politici italianisti loro stretti alleati che evidentemente non hanno alcun interesse a tutelare gli interessi degli allevatori, soprattutto delle piccole aziende!
Non da meno è la seconda direttrice: quella energetica! Il sistema Agroalimentare della Nurra non potrà prescindere dal dotarsi di un sistema energetico proprio, ecocompatibile che determini l’autosufficienza delle produzioni, soprattutto di quelle create in serra che garantirebbero in questo modo un ulteriore abbattimento dei costi.
Questo è il nostro pensiero sulla risposta alla crisi che la cittadinanza attende e sarà nostra cura proporre alla nuova amministrazione la creazione di un Assessorato all’agricoltura e alla Nurra che provveda al conseguimento di questo obiettivo.
Se qualcuno dovesse obiettare che si tratta certo di belle idee ma prive degli adeguati finanziamenti noi dovremo rispondergli che lo Stato e la classe politica sarda hanno trovato i finanziamenti per costruire la nuova Questura al Monte, la più grande e inutile dello stato italiano. Se davvero
mancassero i finanziamenti per avviare il polo agroalimentare della Nurra non dovremmo forse chiedere allo stato di mettere all’asta la nuova Questura e fare così capitale da investire in attività e progetti realmente utili alla cittadinanza?
Nugoro, 22-05-2010
Direttivo Politico Nazionale di aMpI
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