| Domu - Internatzionalismu: Archibiu |
| Solidarietà ad EUSKAL HERRIA Solidarietà alla IZQUIERDA ABERTZALE Pochi
giorni fa abbiamo appreso con interesse della proposta politica della
Izquierda Abertzale, nota come la via di Altsasu, proposta che dava un
nuovo slancio alla soluzione politica del conflitto in atto con lo
stato spagnolo per l'indipendenza di EUSKAL HERRIA. a Manca pro s'Indipendentzia 30/11/2009 SOLIDARIETA’ CON EUSKAL HERRIA SOLIDARIETA’ CON I COMPAGNI D3M Le notizie che provengono da Euskal Herria (Paese Basco) e dallo stato spagnolo non sono affatto confortanti per tutti coloro i quali hanno a cuore gli ideali di democrazia e libertà. Alla proposta elettorale della sinistra indipendentista lo stato spagnolo ha risposto con il solo modo che conosce, la repressione; quando mancavano solo tre giorni alla presentazione delle liste elettorali, un’operazione di polizia ha portato all’arresto di otto militanti indipendentisti che contribuivano alla creazione del nuovo cartello politico. Anche se il Ministero dell’interno ha dichiarato di voler impedire, in questo modo, la ricostituzione di Batasuna (Partito della sinistra indipendentista basca), il giudice Baltasar Garzón e il leader del PSOE (Partito Socialista Spagnolo) nei Paesi Baschi, Patxi López, hanno ammesso che l’obiettivo é quello di impedire che la sinistra indipendentista basca possa presentarsi alle elezioni del 1 marzo. La folle strategia dello stato spagnolo ormai è chiara a tutti, fermare a tutti i costi l’impegno politico costante per un reale cambiamento all’interno di Euskal Herria. Il governo spagnolo dimostra ancora una volta di non conoscere i principi della democrazia. Trecento poliziotti hanno arrestato Amparo Lasheras, Eli Zubiaga, Arantza Urkaregi, Iker Rodrigo, Imanol Nieto, Iñaki Olade, Hodei Egaña e Agurtzane Solabarrieta. Inoltre, hanno perquisito, sempre nella stessa notte, le abitazioni private di vari militanti della sinistra indipendentista basca e le sedi delle piattaforme elettorali Gasteiz Izan e Herria Aurrera di Bilbao, portandosi via computer e documentazione varia. Arrestando i compagni, il governo spagnolo rende esplicita la sua volontà di debilitare irrevocabilmente il processo di pace e di procedere a una soluzione militare nei confronti delle istanze di libertà, indipendenza, democrazia e socialismo del popolo basco. A Manca pro S’Indipendentzia esprime totale solidarietà e chiama il popolo sardo al sostegno attivo nei confronti di quello basco e condanna nettamente la vile provocazione dello stato spagnolo che dietro ad una maschera democratica e progressista nasconde il bieco volto del franchismo! Libertade pro Euskal Herria Libertade pro sa Sardigna Nuoro, 26 gennaio 2009 Continua il terrorismo politico dello stato spagnolo contro il popolo basco Questa notte la polizia spagnola ha arrestato l’intera dirigenza del partito indipendentista basco Batasuna. L'ordine è partito dal Juzgado numero 5 dell'Audiencia Nacional a Madrid, firmato dal solito giudice Baltasar Garzon il quale ha annunciato a mezzo stampa di avere così impedito «un'assemblea clandestina e illegale». In realt à ogni manifestazione pubblica di qualunque genere del movimento di liberazione nazionale e sociale basco è illegale fin dal 2003. Accusare di «recidività» i
militanti baschi per la violazione della «legge sui partiti» significa
accusarli di volere continuare a manifestare le proprie opinioni
politiche in barba al franchismo nero dei vari governi spagnoli. Responsabile delle relazioni internazionali di A Manca pro s’Indipendentzia Solidarietà con la lotta del Popolo Curdo Il Kurdistan è una nazione senza
stato spartita fra Iraq, Iran e Turchia. Soprattutto nella parte turca
al popolo kurdo è negato ogni elementare diritto. Ogni manifestazione
culturale ed economica autonoma, perfino la celebrazione del
capodanno kurdo “Newroz”, viene ogni anno repressa nel sangue. Quando
il Governo italiano consegnò il segretario del Partito dei lavoratori
kurdi (PKK) al regime fascista turco, il movimento armato di
liberazione nazionale e sociale kurdo ha scelto di proclamare una
tregua unilaterale con la speranza di una risoluzione diplomatica del
conflitto. Sono passati diversi anni senza nessun risultato concreto.
La comunità internazionale e soprattutto i governi nordamericani, hanno
fatto calare una cappa di silenzio sulla questione kurda, riesumandola
soltanto al momento di trovare giustificazione all’aggressione
imperialistica statunitense all’Iraq (stranamente agli USA interessano
storicamente soltanto i “diritti” dei kurdi della parte irachena). Solo
dopo che ogni altra strada si è definitivamente chiusa l’inesauribile
sete di libertà del popolo kurdo e della sua avanguardia politica (il
PKK) ha scelto di rilanciare la guerrra popolare contro il fascismo
turco. Tutte queste informazioni sono state bellamente ignorate dai
media che negli ultimi giorni hanno trasmesso la notizia di una
operazione militare condotta contro un convoglio di soldati turchi e
della rappresaglia contro postazioni di guerriglieri al di là del
confine con la Turchia in cui sarebbero caduti più di trenta militanti
del PKK. IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI E DEI POPOLI OPPRESSI DAL COLONIALISMO E DALL’IMPERIALISMO HANNO IL DOVERE DI SCHIERARSI CONCRETAMENTE DALLA PARTE DEI FIGLI DEL KURDISTAN E DELLA LORO GUERRA POPOLARE PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE NAZIONALE ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI UNO STATO INDIPENDENTE E ALLA LIBERAZIONE SOCIALE ATTRAVERSO UNA ECONOMIA PIANIFICATA DI TIPO SOCIALISTA. COL POPOLO PALESTINESE! CONTRO IL FASCISMO SIONISTA! Da alcuni giorni la striscia di Gaza è oggetto di bombardamenti a tappeto da parte dell’esercito sionista e di un durissimo embargo (non passano viveri, medicine, aiuti). Fino a domenica mattina scorsa le vittime ufficiali erano circa 60, con un numero almeno tre volte superiore di feriti gravi e mutilati. Morire sotto le bombe sioniste, di fame o non avere medicine è una strategia efficace che i fascisti israeliani utilizzano per fiaccare la resistenza del popolo palestinese. E c’è ancora chi continua a parlare di “processo di pace” e di “soluzione diplomatica”! I dirigenti sionisti non hanno neppure più peli sulla lingua e dicono esplicitamente ciò che hanno in mente di fare contro i palestinesi. Venerdì il vice ministro della difesa israeliano Matan Vilnai aveva avvertito i palestinesi di Gaza che rischiavano una “shoah” che in lingua ebraica vuol dire “olocausto”, “distruzione totale”. Vilnai e gli altri dirigenti sionisti stanno mantenendo la promessa. Oramai è palese a tutti che il fine delle incursioni militari, dell’isolamento territoriale, della costruzione del muro e di tutte le altre forme di oppressione escogitate dai sionisti è la cancellazione del popolo palestinese in quanto entità politica e civile che lotta per la propria indipendenza nazionale e per la riconquista della terra palestinese usurpata nel 1948, nel 1967 e dalle continue espropriazioni dei coloni sionisti in armi che requisiscono ogni giorno case, terre ed averi ai legittimi proprietari. Ciò in barba a decine di risoluzioni dell’ONU, che per Israele e gli USA sono soltanto carta straccia. Ma la responsabilità di questo stato di cose non è solo del fascismo sionista. È noto che lo “stato” di Israele è in realtà una casamatta militare utilissima all’imperialismo nord americano per il controllo militare della zona. Israele esiste solamente grazie al suo aiuto, altrimenti verrebbe spazzato via in breve tempo dalla lotta di liberazione del popolo palestinese. Gli indipendentisti sardi non possono che esprimere piena e incondizionata solidarietà alle vittime palestinesi, ai suoi partigiani caduti combattendo, a chi raccoglierà il loro fucile! Nuoro, 3 marzo 2008 Kosovo: quando l’asservimento filoamericano viene fatto passare per indipendenza. Dopo tanti anni di lotte e dopo tante sofferenze il
Kosovo ha raggiunto, il 17 febbraio del 2008, l’indipendenza nazionale.
La proclamazione unilaterale di indipendenza dalla Serbia è stata
accolta favorevolmente dal mondo occidentale, ed in particolare da
parte degli Stati Uniti d’America. Fermamente contrari a ciò si
mostrano sia la Serbia che la Russia. La prima, dopo le sanguinose
guerre che hanno smembrato la Jugoslavia, non vede di buon grado la
perdita di un altro territorio, visto che anche poco tempo fa un’altra
regione, il Montenegro, aveva conquistato l’indipendenza. La seconda
invece vede col fumo negli occhi il fatto che pezzo a pezzo gli Stati
Uniti stiano circondando la Russia di Stati filoamericani e
marcatamente antirussi. Auguriamo a questo popolo, come a tutti i popoli oppressi, di riuscire un giorno ad alzare la testa e giungere alla conquista della vera indipendenza.
aMpI aderisce alla campagna "freebatasuna".
Postis s'arrestu de 20 mémbros de sa manca
indipendentista basca, amus comintzàdu una campàgna de denùntzia. In seguito all'arresto di una ventina di rappresentanti
della sinistra indipendentista basca, abbiamo iniziato una campagna di
denuncia. Se sei d'accordo con il manifesto, partecipa. Devi solo
pubblicare un post sul tuo blog, sul tuo messenger, e-mailm Myspace,
Fotolog... con la parola freebatasuna. Ante la detención de cerca de 20 representantes de la
izquierda independentista vasca, hemos iniciado una campaña de
denuncia. Si estás de acuerdo con el manifiesto, únete. Sólo tienes que
colgar un post en tu blog, en mensajería instantánea,e-mail, Myspace,
Fotolog... con la palabra freebatasuna. We have started a campaign to report the arrest of near
20 Basque left wing independentist representatives. If you agree with
our manifest, join the campaing. You just need to publish a post in
your blog, instant messenger, e-mail, Myspace, Fotolog... with this
word: freebatasuna. Perante a detençom de perto de 20 representantes da
esquerda independentista basca, iniciamos umha camapanha de denúncia.
Se estás dacordo une-te. Só tés que pendurar um post no teu blog,
mensageria instantánea, e-mail, Myspace, Foto-log... coa palavra
freebatasuna. Face à la détention d´une vingtaine de représentants de
la gauche indépendantiste basque, nous avons lancé une campagne de
dénonciation. Si tu es d'accord avec le manifeste, unis-toi. Il suffit
de mettre un post dans ton blog, sur un réseau de messagerie
instantanée, émail, Myspace, Fotolog... avec le mot freebatasuna. Perante a detención de preto de 20 representates da
esquerda indepentistas basca, iniciamos unha campaña de denuncia. Se
concordas sumate. Só tes que pendurar un post no teu blog, en mesaxeria
instantánea, e-mail, Myspace, Fotolog.... coa palabra freebatasuna.
SOLIDARIETA’ CON EUSKAL HERRIA, SOLIDARIETA’ CON BATASUNA OTEGI LIBERO! Le notizie che provengono da Euskal Herria (Paese Basco) e dallo stato spagnolo non sono affatto confortanti per tutti coloro i quali hanno a cuore gli ideali di democrazia e libertà. Alla tregua unilaterale dell'organizzazione patriottica armata ETA e alla proposta di un processo di pace ampio e democratico (Orain Herria - Orain Bakea) da parte dell'intera sinistra indipendentista, lo stato spagnolo, nella sua versione socialdemocratica e laicista, ha risposto incrementando le torture, gli arresti, la repressione di piazza e ha stretto ulteriormente le maglie dell'illegalizzazione del partito della sinistra indipendentista "Batasuna". Negli ultimi giorni poi la situazione è precipitata, le liste della sinistra indipendentista sono state in gran parte illegalizzate, alcuni esponenti arrestati perchè pretendevano di prendere parola ai dibattiti elettorali, altre manifestazioni vietate e represse. Nonostante questo la sinistra indipendentista basca è uscita rafforzata dalle amministrative, ha incrementato i suoi voti perchè moltissimi baschi e basche hanno comunque votato le liste di Batasuna, di un partito che il governo spagnolo vorrebbe clandestino e che invece continua a lavorare alla luce del sole per la liberazione nazionale e sociale del popolo basco. Ma la situazione è ulterioremente precipatata nella giornata di ieri. Infatti Arnaldo Otegi, uno dei principali attori del processo di pace, è stato arrestato oggi dalla polizia di San Sebastian (in basco Donostia). Otegi è stato arrestato appena prima di tenere una conferenza stampa per ordine della magistratura dopo che il Tribunale Supremo ha confermato la sentenza di 15 mesi per "apologia di terrorismo". Arrestando Otegi il governo spagnolo rende esplicita la sua volontà di debilitare Batasunairrevocabilmente il processo di pace e di procedere ad una soluzione militare nei confronti delle istanze di libertà, indipendenza, democrazia e socialismo del popolo basco. A Manca pro s'Indipendentzia chiama il popolo sardo alla solidarietà attiva nei confronti di quello basco e condanna nettamente la vile provocazione dello stato spagnolo che dietro ad una maschera democratica e progressista nasconde il bieco volto del franchismo! Cagliari, 9 giugno 2007 Documento di Batasuna sull'arresto di Otegi (pdf) SOLIDARIETÀ CON LA LOTTA DEL POPOLO CURDO Il Kurdistan è una nazione senza stato spartita fra
Iraq, Iran e Turchia. Soprattutto nella parte turca al popolo kurdo è
negato ogni elementare diritto. Ogni manifestazione culturale ed
economica autonoma, perfino la celebrazione del capodanno
kurdo “Newroz”, viene ogni anno repressa nel sangue. Quando il Governo
italiano consegnò il segretario del Partito dei lavoratori kurdi (PKK)
al regime fascista turco, il movimento armato di liberazione nazionale
e sociale kurdo ha scelto di proclamare una tregua unilaterale con la
speranza di una risoluzione diplomatica del conflitto. Sono passati
diversi anni senza nessun risultato concreto. La comunità
internazionale e soprattutto i governi nordamericani, hanno fatto
calare una cappa di silenzio sulla questione kurda, riesumandola
soltanto al momento di trovare giustificazione all’aggressione
imperialistica statunitense all’Iraq (stranamente agli USA interessano
storicamente soltanto i “diritti” dei kurdi della parte irachena). Solo
dopo che ogni altra strada si è definitivamente chiusa l’inesauribile
sete di libertà del popolo kurdo e della sua avanguardia politica (il
PKK) ha scelto di rilanciare la guerrra popolare contro il fascismo
turco. Tutte queste informazioni sono state bellamente ignorate dai
media che negli ultimi giorni hanno trasmesso la notizia di una
operazione militare condotta contro un convoglio di soldati turchi e
della rappresaglia contro postazioni di guerriglieri al di là del
confine con la Turchia in cui sarebbero caduti più di trenta militanti
del PKK. IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI E DEI POPOLI OPPRESSI DAL COLONIALISMO E DALL’IMPERIALISMO HANNO IL DOVERE DI SCHIERARSI CONCRETAMENTE DALLA PARTE DEI FIGLI DEL KURDISTAN E DELLA LORO GUERRA POPOLARE PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE NAZIONALE ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI UNO STATO INDIPENDENTE E ALLA LIBERAZIONE SOCIALE ATTRAVERSO UNA ECONOMIA PIANIFICATA DI TIPO SOCIALISTA.
Avni Er e Zeynep Kilic sono due militanti del Partito Comunista DHKP-C Turco. Per non essersi mai dissociati da questo partito, inserito nella lista nera USA del dopo 11 Settembre, la Turchia ha emesso per loro un mandato di cattura internazionale come "terroristi"; i due sono sono stati catturati in Italia, processti e condannati in primo grado a Perugia e adesso sono in carcere. Avni è stato portato a Badu 'e Carros, mentre Zeynep è a Rebibbia. Adesso la Turchia ne chiede l'estradizione. Ci chiediamo che sorte potrebbero avere questi due compagni in Tuchia, a quali torture andrebbero in contro e se verranno condannati a morte. Vi proponiamo due lettere che Avni Er ha scritto, la prima lo scorso Gennaio '08, in previsione del processo d'appello che si è svolto a Sassari il 07/02/08, in cui dichiara la sua intenzione di iniziare uno sciopero della fame ad oltranza. La seconda è di questi giorni, contiene una analisi della situazione in Turcihia e racconta la sua esperienza personale. La prossima udienza del processo è fissata sempre a Sassari, al tribunale d'appello in piazza S. Maria di Betlem il giorno 10/04/08. Dichiarazione di inizio dello sciopero della fame di Avni Er, comunista turco, attualmente recluso nel carcere di Baddu 'e Carros, in attesa di estradizione verso la turchia....e la tortura e la morte! Cari compagni /e, dopo tre mesi di attesa il Procuratore Generale ha deciso di richiedere la mia estradizione verso la Turchia. Come vi ho detto nella mia dichiarazione precedente non accetterò di essere estradato in quel paese dove certamente sarei sottoposto alla torura, trattamenti disumani e degradanti e all’isolamento totale. La Turchia non rispetterà i miei diritti umani e farà scempio delle mie carni.E’ evidente l’ingiustizia di cui sono vittima. L’Italia non mi proteggerà dallo stato fascista turco. Ho deciso quindi di iniziare lo sciopero della fame preferendo morire in Italia, piuttosto che essere ucciso sotto tortura, come già è accaduto a centinaia di compagni nel mio paese. Vi ringrazio in anticipo per la vostra solidarietà. In data 28-01-2008 inizierò lo sciopero della fame. Come ho detto forse morirò in carcere, però morirò con la mia dignità e non consentirò ai carnefici fascisti in Turchia di avere la soddisfazione di sottopormi a violenze atroci. Avni Er Nugoro 1/04/2008 Cari compagni, come sapete noi siamo comunisti e veniamo dalla Turchia,
4 anni fa sono stato arrestato con la mia compagna Zeynep. Nostro
“crimine” è di aver denunciato i maltrattamenti e le torture nelle
carceri turche, di aver denunciato le violazioni dei diritti umani e di
aver espresso l’idea di indipendenza, uguaglianza, e giustizia nel mio
paese. Abbiamo denunciato questi fatti a tutti nel mondo e siamo stati
“condannati”. In più lo stato italiano ci vuole estradare nelle mani
dei carnefici fascisti in Turchia. La Turchia è un mosaico di
popoli. Da anni e anni i popoli turchi, curdi, arabi,..,armeni hanno
cercato di vivere insieme. Però i governi sciovinisti, razzisti e
l’esercito hanno sempre diviso i popoli. Forse vi ricordate il
genocidio degli Armeni nel 1915, dei curdi nel 1920-1923, 1938 fino a
oggi. Questi sono solo qualche esempio. Facciamo un flashback nella
storia. I comunisti erano e sono ancora
“soggetti” da eliminare ovunque. Infatti specialmente nelle carceri
turche erano nel mirino. “No, […] OCCORRE MOBILITARSI PER IMPEDIRE QUESTA ENNESIMA VERGOGNA! AVNI NON DEV'ESSERE ESTRADATO IN TURCHIA!
|