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  • Solidarietà alla IZQUIERDA ABERTZALE
  • Solidarietà con Euskal Herria e con i compagni D3M
  • Sugli arresti di militanti di Batasuna
  • Solidarietà con la lotta del Popolo Curdo
  • Col Popolo Palestinese! Contro il fascismo sionista!
  • Kosovo: asservimento filoamericano o indipendenza?
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  • Solidarietà ad EUSKAL HERRIA Solidarietà alla IZQUIERDA ABERTZALE

    Pochi giorni fa abbiamo appreso con interesse della proposta politica della Izquierda Abertzale, nota come la via di Altsasu, proposta che dava un nuovo slancio alla soluzione politica del conflitto in atto con lo stato spagnolo per l'indipendenza di EUSKAL HERRIA.
    La risposta dello stato spagnolo non si è fatta attendere e si è prodotta con l'unica via che ormai conosce, quella della repressione. Sono andati a colpire il futuro di Euskadi, compagne e compagni che hanno deciso di impegnarsi fin da giovani  lottando per l'indipendenza del proprio paese.
    A tutte e tutti gli arrestati, ai loro familiari e a tutti i compagni/e coinvolti nell'operazione repressiva, va la solidarietà di A Manca pro s'Indipendentzia che si attiverà all'interno del popolo sardo, al sostegno attivo nei confronti di quello basco e condanna nettamente la vile provocazione dello stato spagnolo che dietro ad una maschera democratica e progressista nasconde il bieco volto del franchismo!
    Arrestando i compagni e le compagne, il governo spagnolo di fatto rifiuta la proposta politica presentata ad Altsasu e di procedere a una soluzione militare nei confronti delle istanze di libertà, indipendenza, democrazia e socialismo del popolo basco.

    Siamo sicuri che tutta la Izquierda Abertzale saprà rispondere con forza a questo ennesimo attacco militare rinnovando l'impegno politico intrapreso.

    PRO S'INDIPENDENTZIA ET SU SOTZIALISMU

    LIBERTADE PRO EUSKAL HERRIA

    LIBERTADE PRO TOTTUS SAS NATZIONES CHENZA ISTADU

    a Manca pro s'Indipendentzia

    30/11/2009 

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    SOLIDARIETA’ CON EUSKAL HERRIA SOLIDARIETA’ CON I COMPAGNI D3M

    Le notizie che provengono da Euskal Herria (Paese Basco) e dallo stato spagnolo non sono affatto confortanti per tutti coloro i quali hanno a cuore gli ideali di democrazia e libertà.

    Alla proposta elettorale della sinistra indipendentista lo stato spagnolo ha risposto con il solo modo che conosce, la repressione; quando mancavano solo tre giorni alla presentazione delle liste elettorali, un’operazione di polizia ha portato all’arresto di otto militanti indipendentisti che contribuivano alla creazione del nuovo cartello politico.

    Anche se il Ministero dell’interno ha dichiarato di voler impedire, in questo modo, la ricostituzione di Batasuna (Partito della sinistra indipendentista basca), il giudice Baltasar Garzón e il leader del PSOE (Partito Socialista Spagnolo) nei Paesi Baschi, Patxi López, hanno ammesso che l’obiettivo é quello di impedire che la sinistra indipendentista basca possa presentarsi alle elezioni del 1 marzo. La folle strategia dello stato spagnolo ormai è chiara a tutti, fermare a tutti i costi l’impegno politico costante per un reale cambiamento all’interno di Euskal Herria.

    Il governo spagnolo dimostra ancora una volta di non conoscere i principi della democrazia. Trecento poliziotti hanno arrestato Amparo Lasheras, Eli Zubiaga, Arantza Urkaregi, Iker Rodrigo, Imanol Nieto, Iñaki Olade, Hodei Egaña e Agurtzane Solabarrieta. Inoltre, hanno perquisito, sempre nella stessa notte, le abitazioni private di vari militanti della sinistra indipendentista basca e le sedi delle piattaforme elettorali Gasteiz Izan e Herria Aurrera di Bilbao, portandosi via computer e documentazione varia. Arrestando i compagni, il governo spagnolo rende esplicita la sua volontà di debilitare irrevocabilmente il processo di pace e di procedere a una soluzione militare nei confronti delle istanze di libertà, indipendenza, democrazia e socialismo del popolo basco.

    A Manca pro S’Indipendentzia esprime totale solidarietà e chiama il popolo sardo al sostegno attivo nei confronti di quello basco e condanna nettamente la vile provocazione dello stato spagnolo che dietro ad una maschera democratica e progressista nasconde il bieco volto del franchismo!

    Libertade pro Euskal Herria

    Libertade pro sa Sardigna

    Nuoro, 26 gennaio 2009

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    Continua il terrorismo politico dello stato spagnolo contro il popolo basco

    Questa notte la polizia spagnola ha arrestato l’intera dirigenza del partito indipendentista basco Batasuna.

    L'ordine è partito dal Juzgado numero 5 dell'Audiencia Nacional a Madrid, firmato dal solito giudice Baltasar Garzon il quale ha annunciato a mezzo stampa di avere così impedito «un'assemblea clandestina e illegale».

    In realt à ogni manifestazione pubblica di qualunque genere del movimento di liberazione nazionale e sociale basco è illegale fin dal 2003.

    Accusare di «recidività» i militanti baschi per la violazione della «legge sui partiti» significa accusarli di volere continuare a manifestare le proprie opinioni politiche in barba al franchismo nero dei vari governi spagnoli.
    Lo stato spagnolo e il suo esecutore Garzon hanno deciso di rispondere in questo modo alla tregua unilaterale dell’organizzazione patriottica armata ETA e alla proposta di una risoluzione democratica e pacifica del conflitto in Euskadi avanzata dall’intera sinistra indipendentista. Il primo ad essere arrestato è stato il portavoce Arnaldo Otegi, appena tre giorni fa il responsabile dei rapporti internazionali Joseba Alvarez, oggi tutta la Mesa di Batasuna, la sua massima dirigenza. Fra gli altri sono stati arrestati i compagni Rufino Etxeberria, Joseba Permach e Juan Joxe. Così il PSOE ha deciso di iniziare la campagna eletorale per le legislative del marzo 2008.
    Questi ultimi fatti purtroppo convalidano pienamente la nostra lettura di appena due giorni fa. Il franchismo spagnolo, nella sua variante socialdemocratica, ha deciso di liquidare definitivamente il movimento di liberazione basco eliminando la dirigenza di Batasuna. Si tratta di una condotta incivile, terrorista e antidemocratica che va denunciata con forza. Lo stato spagnolo, come quello italiano, quello francese e quello inglese si illudono di fiaccare con la criminalizzazione dei movimenti, l’illegalizzazione e il terrorismo politico la secolare resistenza dei popoli in lotta per la loro autodeterminazione e per il socialismo.
    A Manca pro s’Indipendentzia esprime solidarietà incondizionata al popolo basco in questo ennesimo difficile momento. Siamo consapevoli della maturità e determinazione della comunità basca temprata in decenni di lotta contro l’occupante spagnolo e da parte nostra continueremo a lavorare oggi più che mai alla creazione e al consolidamento di rapporti politici, culturali e sociali fra il popolo sardo e quello basco.
    Aderiremo a qualunque campagna internazionale che il movimento basco deciderà di lanciare.

    Responsabile delle relazioni internazionali di A Manca pro s’Indipendentzia

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    Solidarietà con la lotta del Popolo Curdo

    Il Kurdistan è una nazione senza stato spartita fra Iraq, Iran e Turchia. Soprattutto nella parte turca al popolo kurdo è negato ogni elementare diritto. Ogni manifestazione culturale ed economica  autonoma, perfino la celebrazione del capodanno kurdo “Newroz”, viene ogni anno repressa nel sangue. Quando il Governo italiano consegnò il segretario del Partito dei lavoratori kurdi (PKK) al regime fascista turco, il movimento armato di liberazione nazionale e sociale kurdo ha scelto di proclamare una tregua unilaterale con la speranza di una risoluzione diplomatica del conflitto. Sono passati diversi anni senza nessun risultato concreto. La comunità internazionale e soprattutto i governi nordamericani, hanno fatto calare una cappa di silenzio sulla questione kurda, riesumandola soltanto al momento di trovare giustificazione all’aggressione imperialistica statunitense all’Iraq (stranamente agli USA interessano storicamente soltanto i “diritti” dei kurdi della parte irachena). Solo dopo che ogni altra strada si è definitivamente chiusa l’inesauribile sete di libertà del popolo kurdo e della sua avanguardia politica (il PKK) ha scelto di rilanciare la guerrra popolare contro il fascismo turco. Tutte queste informazioni sono state bellamente ignorate dai media che negli ultimi giorni hanno trasmesso la notizia di una operazione militare condotta contro un convoglio di soldati turchi e della rappresaglia contro postazioni di guerriglieri al di là del confine con la Turchia in cui sarebbero caduti più di trenta militanti del PKK.
    È VERGOGNOSO che sui media non si sia fatto neppure un accenno alla durissima repressione che in Turchia subiscono i movimenti sociali di opposizione e alle condizioni inumane a cui sono abbandonati i prigionieri politici (molti dei quali sono morti in seguito a lunghissimi scioperi della fame).
    È VERGOGNOSO che si definiscano “terroristi” i militanti del PKK che sono l’unica speranza di libertà agli occhi di milioni di kurdi a cui è negato il diritto all’esistenza!
    Ankara si prepara, in collaborazione con gli USA, con i collaborazionisti-fantocci iracheni (che hanno dichiarato la loro neutralità in caso di operazioni militare oltre confine) e con il silenzio dell’Unione Europea (alla quale la Turchia vorrebbe aderire), a sferrare una massiccia rappresaglia in nome della guerra globale al terrorismo.

    IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI E DEI POPOLI OPPRESSI DAL COLONIALISMO E DALL’IMPERIALISMO HANNO IL DOVERE DI SCHIERARSI CONCRETAMENTE DALLA PARTE DEI FIGLI DEL KURDISTAN E DELLA LORO GUERRA POPOLARE PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE NAZIONALE ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI UNO STATO INDIPENDENTE E ALLA LIBERAZIONE SOCIALE ATTRAVERSO UNA ECONOMIA PIANIFICATA DI TIPO SOCIALISTA.

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    COL POPOLO PALESTINESE! CONTRO IL FASCISMO SIONISTA!

    Da alcuni giorni la striscia di Gaza è oggetto di bombardamenti a tappeto da parte dell’esercito sionista e di un durissimo embargo (non passano viveri, medicine, aiuti). Fino a domenica mattina scorsa le vittime ufficiali erano circa 60, con un numero almeno tre volte superiore di feriti gravi e mutilati. Morire sotto le bombe sioniste, di fame o non avere medicine è una strategia efficace che i fascisti israeliani utilizzano per fiaccare la resistenza del popolo palestinese. E c’è ancora chi continua a parlare di “processo di pace” e di “soluzione diplomatica”!

    I dirigenti sionisti non hanno neppure più peli sulla lingua e dicono esplicitamente ciò che hanno in mente di fare contro i palestinesi. Venerdì il vice ministro della difesa israeliano Matan Vilnai aveva avvertito i palestinesi di Gaza che rischiavano una “shoah” che in lingua ebraica vuol dire “olocausto”, “distruzione totale”. Vilnai e gli altri dirigenti sionisti stanno mantenendo la promessa.

    Oramai è palese a tutti che il fine delle incursioni militari, dell’isolamento territoriale, della costruzione del muro e di tutte le altre forme di oppressione escogitate dai sionisti è la cancellazione del popolo palestinese in quanto entità politica e civile che lotta per la propria indipendenza nazionale e per la riconquista della terra palestinese usurpata nel 1948, nel 1967 e dalle continue espropriazioni dei coloni sionisti in armi che requisiscono ogni giorno case, terre ed averi ai legittimi proprietari. Ciò in barba a decine di risoluzioni dell’ONU, che per Israele e gli USA sono soltanto carta straccia.

    Ma la responsabilità di questo stato di cose non è solo del fascismo sionista.

    È noto che lo “stato” di Israele è in realtà una casamatta militare utilissima all’imperialismo nord americano per il controllo militare della zona. Israele esiste solamente grazie al suo aiuto, altrimenti verrebbe spazzato via in breve tempo dalla lotta di liberazione del popolo palestinese.

    Gli indipendentisti sardi non possono che esprimere piena e incondizionata solidarietà alle vittime palestinesi, ai suoi partigiani caduti combattendo, a chi raccoglierà il loro fucile!

    Nuoro, 3 marzo 2008

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    Kosovo: quando l’asservimento filoamericano viene fatto passare per indipendenza.

    Dopo tanti anni di lotte e dopo tante sofferenze il Kosovo ha raggiunto, il 17 febbraio del 2008, l’indipendenza nazionale. La proclamazione unilaterale di indipendenza dalla Serbia è stata accolta favorevolmente dal mondo occidentale, ed in particolare da parte degli Stati Uniti d’America. Fermamente contrari a ciò si mostrano sia la Serbia che la Russia. La prima, dopo le sanguinose guerre che hanno smembrato la Jugoslavia, non vede di buon grado la perdita di un altro territorio, visto che anche poco tempo fa un’altra regione, il Montenegro, aveva conquistato l’indipendenza. La seconda invece vede col fumo negli occhi il fatto che pezzo a pezzo gli Stati Uniti stiano circondando la Russia di Stati filoamericani e marcatamente antirussi.
    Cosa ne pensiamo noi di questa indipendenza?
    Innanzitutto non crediamo che essa sia indipendenza, dal momento che il Kosovo passerà ora ad essere da regione autonoma della Serbia a Stato fantoccio governato da delegati della CIA.
    CIA che del resto è il regista neanche tanto occulto di questa “liberazione nazionale”. La maggioranza albanese che popola il Kosovo è da tempo schierata apertamente per la propria indipendenza, e l’U.C.K (che nessuno in occidente definisce più “banda terrorista” da quando hanno iniziato a strizzare l’occhiolino agli USA) accetta di buon grado che gli Stati più potenti del mondo si schierino al suo fianco. Appare per lo meno singolare il fatto che i mezzi di informazione occidentali abbiano per decenni amplificato le involontarie uccisioni di civili inflitte dall’ETA basca o dall’IRA irlandese ma non si siano mai resi conto di ciò che l’UCK arreca volontariamente alla terrorizzata popolazione civile della minoranza serba in Kosovo.
    In linea di principio A Manca pro s’Indipendentzia sostiene ed incoraggia la lotta di liberazione nazionale di qualsiasi popolo del pianeta, affinché tutti i popoli del mondo possano vivere dignitosamente e liberi sulla propria terra. Ma per aM.p.I. questo significa che ogni popolo dovrebbe conquistare la propria indipendenza, ovvero giungere alla propria non dipendenza, far cessare la dipendenza da un altro Stato. Che cosa ha di indipendenza questa carnevalata in perfetto stile americano? L’unica cessazione di dipendenza che si intravede è quella che riguarda i rapporti politici, economici, burocratici ecc. con la Serbia, e non appena cesseranno questi inizieranno quelli con gli Stati Uniti. Se poi andiamo a considerare che attualmente gli Stati Uniti d’America sono, o direttamente o attraverso delega ai propri Stati alleati, il principale oppressore dei popoli del mondo, possiamo immaginare qual è la dimensione di questa sceneggiata che si vuole far passare per indipendenza!
    Il peggiore massacratore di popoli oggi, bontà sua, benedice la liberazione di un popolo!
    Alcuni inorridiscono dinanzi a quanto stiamo dicendo: “proprio loro, proprio loro che dicevano di essere per la liberazione dei popoli!”. Ed infatti lo siamo sempre stati, e sempre saremo per la liberazione dei popoli. Tuttavia un conto è la vera liberazione dei popoli (e quanto accade in Kosovo, per ora non ha niente a che vedere con questa), un’altra cosa è la conquista di un territorio militarmente strategico da parte del più grande imperialista del pianeta.
    Oggi il Kosovo non è diventato indipendente, è solo diventato una gigantesca base militare statunitense con funzioni antiserbe e, soprattutto, antirusse: questa è la tragica verità!
    Alcuni vedono con soddisfazione questa sceneggiata fatta passare per indipendenza, e credono magari che lentamente il mondo si stia avviando verso un miglioramento. Credono forse che a forza di tenere duro anche gli Stati più cattivi alla fine si convincono generosamente della bontà della sete di libertà di un popolo… e gentilmente concedono l’indipendenza. “Del resto ce l’ha fatta la Lituania, l’Estonia, la Lettonia, la Croazia, il Montenegro, ed ora persino il Kosovo!”.
    Guarda caso tutti questi nuovi Paesi sono accomunati da una stessa cosa: tutti hanno conquistato l’indipendenza da Stati avversari dell’occidente. E se mai non fosse una coincidenza: qual è stata negli ultimi decenni la nazione oppressa che ha conquistato la propria indipendenza lottando contro uno Stato occidentale? Purtroppo nessuna, lo sappiamo bene. Alcune hanno intavolato trattative di pace, ma di indipendenza nemmeno l’ombra. Se dunque appare sempre più chiaro che l’occidente capitalista aiuta di buon grado le nazioni che vogliono liberarsi da un oppressore antioccidentale, appare altrettanto chiaro che tutti gli Stati occidentali si uniscono per combattere i popoli dell’Europa occidentale in marcia verso la propria liberazione nazionale. Essendo questa la situazione ci domandiamo: di che cosa dovrebbe gioire un patriota sardo, basco, catalano, corso, bretone, irlandese? Dovrebbe gioire nel constatare che sotto la facciata di una falsa liberazione nazionale si è rafforzata la mannaia che pende su tutti i popoli del pianeta? Dovremmo forse felicitarci che i nemici dei popoli, attraverso una bella mossa demagogica, sono riusciti a diventare ancora più forti? Noi non crediamo che questo sia un bel giorno per tutte quelle persone che nel mondo hanno a cuore la libertà dei popoli. E siccome noi crediamo di essere tra quelle, possiamo affermare con tutta franchezza che ci dispiace vedere che il popolo kosovaro anziché liberarsi dalla Serbia sia stato, in realtà, conquistato dagli Stati Uniti d’America.

    Auguriamo a questo popolo, come a tutti i popoli oppressi, di riuscire un giorno ad alzare la testa e giungere alla conquista della vera indipendenza.


    Nugoro, 18.02.2008

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    Freebatasuna

    aMpI aderisce alla campagna "freebatasuna".
    Invitiamo chiunque sia interessato alla campagna di sensibilizzazione a invitare il maggior numero possibile di persone ad aderire all'iniziativa

    freebatasuna

    Postis s'arrestu de 20 mémbros de sa manca indipendentista basca, amus comintzàdu una campàgna de denùntzia.
    Si sese de acordu cun su manifestu, partetzipa.Solu tenet de pubblicare unu post in su blog tou, o in su messenger, e-mail, Myspace, Fotolog... cun sa paràura freebatasuna.
    Manifesto:
    Per una solutziòne democratica, no servini atteras parauras: freebatasuna.

    In seguito all'arresto di una ventina di rappresentanti della sinistra indipendentista basca, abbiamo iniziato una campagna di denuncia. Se sei d'accordo con il manifesto, partecipa. Devi solo pubblicare un post sul tuo blog, sul tuo messenger, e-mailm Myspace, Fotolog... con la parola freebatasuna.
    Manifesto:
    Per una soluzione democratica, non servono altre parole: freebatasuna

    Ante la detención de cerca de 20 representantes de la izquierda independentista vasca, hemos iniciado una campaña de denuncia. Si estás de acuerdo con el manifiesto, únete. Sólo tienes que colgar un post en tu blog, en mensajería instantánea,e-mail, Myspace, Fotolog... con la palabra freebatasuna.
    Manifiesto:
    Por una solución democrática, sobran la palabras: freebatasuna

    We have started a campaign to report the arrest of near 20 Basque left wing independentist representatives. If you agree with our manifest, join the campaing. You just need to publish a post in your blog, instant messenger, e-mail, Myspace, Fotolog... with this word: freebatasuna.
    Manifest:
    Looking forward to a democratic solution, words are more than enough: freebatasuna

    Perante a detençom de perto de 20 representantes da esquerda independentista basca, iniciamos umha camapanha de denúncia. Se estás dacordo une-te. Só tés que pendurar um post no teu blog, mensageria instantánea, e-mail, Myspace, Foto-log... coa palavra freebatasuna.
    Manifesto:
    Por umha solucçom democrática, as palavras sombram-se: freebatasuna.

    Face à la détention d´une vingtaine de représentants de la gauche indépendantiste basque, nous avons lancé une campagne de dénonciation. Si tu es d'accord avec le manifeste, unis-toi. Il suffit de mettre un post dans ton blog, sur un réseau de messagerie instantanée, émail, Myspace, Fotolog... avec le mot freebatasuna.
    Manifeste :
    Pour une solution démocratique, les mots sont de trop : freebatasuna

    Perante a detención de preto de 20 representates da esquerda indepentistas basca, iniciamos unha campaña de denuncia. Se concordas sumate. Só tes que pendurar un post no teu blog, en mesaxeria instantánea, e-mail, Myspace, Fotolog.... coa palabra freebatasuna.
    Manifesto:
    Por unha solución democrática, as palabras sobranse: freebatasuna.

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    SOLIDARIETA’ CON EUSKAL HERRIA, SOLIDARIETA’ CON BATASUNA OTEGI LIBERO!

    Le notizie che provengono da Euskal Herria (Paese Basco) e dallo stato spagnolo non sono affatto confortanti per tutti coloro i quali hanno a cuore gli ideali di democrazia e libertà. Alla tregua unilaterale dell'organizzazione patriottica armata ETA e alla proposta di un processo di pace ampio e democratico (Orain Herria - Orain Bakea) da parte dell'intera sinistra indipendentista, lo stato spagnolo, nella sua versione socialdemocratica e laicista, ha risposto incrementando le torture, gli arresti, la repressione di piazza e ha stretto ulteriormente le maglie dell'illegalizzazione del partito della sinistra indipendentista "Batasuna". Negli ultimi giorni poi la situazione è precipitata, le liste della sinistra indipendentista sono state in gran parte illegalizzate, alcuni esponenti arrestati perchè pretendevano di prendere parola ai dibattiti elettorali, altre manifestazioni vietate e represse. Nonostante questo la sinistra indipendentista basca è uscita rafforzata dalle amministrative, ha incrementato i suoi voti perchè moltissimi baschi e basche hanno comunque votato le liste di Batasuna, di un partito che il governo spagnolo vorrebbe clandestino e che invece continua a lavorare alla luce del sole per la liberazione nazionale e sociale del popolo basco. Ma la situazione è ulterioremente precipatata nella giornata di ieri. Infatti Arnaldo Otegi, uno dei principali attori del processo di pace, è stato arrestato oggi dalla polizia di San Sebastian (in basco Donostia). Otegi è stato arrestato appena prima di tenere una conferenza stampa per ordine della magistratura dopo che il Tribunale Supremo ha confermato la sentenza di 15 mesi per "apologia di terrorismo". Arrestando Otegi il governo spagnolo rende esplicita la sua volontà di debilitare Batasunairrevocabilmente il processo di pace e di procedere ad una soluzione militare nei confronti delle istanze di libertà, indipendenza, democrazia e socialismo del popolo basco. A Manca pro s'Indipendentzia chiama il popolo sardo alla solidarietà attiva nei confronti di quello basco e condanna nettamente la vile provocazione dello stato spagnolo che dietro ad una maschera democratica e progressista nasconde il bieco volto del franchismo!

    Cagliari, 9 giugno 2007

    Documento di Batasuna sull'arresto di Otegi (pdf)

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    SOLIDARIETÀ CON LA LOTTA DEL POPOLO CURDO

    Il Kurdistan è una nazione senza stato spartita fra Iraq, Iran e Turchia. Soprattutto nella parte turca al popolo kurdo è negato ogni elementare diritto. Ogni manifestazione culturale ed economica  autonoma, perfino la celebrazione del capodanno kurdo “Newroz”, viene ogni anno repressa nel sangue. Quando il Governo italiano consegnò il segretario del Partito dei lavoratori kurdi (PKK) al regime fascista turco, il movimento armato di liberazione nazionale e sociale kurdo ha scelto di proclamare una tregua unilaterale con la speranza di una risoluzione diplomatica del conflitto. Sono passati diversi anni senza nessun risultato concreto. La comunità internazionale e soprattutto i governi nordamericani, hanno fatto calare una cappa di silenzio sulla questione kurda, riesumandola soltanto al momento di trovare giustificazione all’aggressione imperialistica statunitense all’Iraq (stranamente agli USA interessano storicamente soltanto i “diritti” dei kurdi della parte irachena). Solo dopo che ogni altra strada si è definitivamente chiusa l’inesauribile sete di libertà del popolo kurdo e della sua avanguardia politica (il PKK) ha scelto di rilanciare la guerrra popolare contro il fascismo turco. Tutte queste informazioni sono state bellamente ignorate dai media che negli ultimi giorni hanno trasmesso la notizia di una operazione militare condotta contro un convoglio di soldati turchi e della rappresaglia contro postazioni di guerriglieri al di là del confine con la Turchia in cui sarebbero caduti più di trenta militanti del PKK.
    È VERGOGNOSO che sui media non si sia fatto neppure un accenno alla durissima repressione che in Turchia subiscono i movimenti sociali di opposizione e alle condizioni inumane a cui sono abbandonati i prigionieri politici (molti dei quali sono morti in seguito a lunghissimi scioperi della fame).
    È VERGOGNOSO che si definiscano “terroristi” i militanti del PKK che sono l’unica speranza di libertà agli occhi di milioni di kurdi a cui è negato il diritto all’esistenza!
    Ankara si prepara, in collaborazione con gli USA, con i collaborazionisti-fantocci iracheni (che hanno dichiarato la loro neutralità in caso di operazioni militare oltre confine) e con il silenzio dell’Unione Europea (alla quale la Turchia vorrebbe aderire), a sferrare una massiccia rappresaglia in nome della guerra globale al terrorismo.

    IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI E DEI POPOLI OPPRESSI DAL COLONIALISMO E DALL’IMPERIALISMO HANNO IL DOVERE DI SCHIERARSI CONCRETAMENTE DALLA PARTE DEI FIGLI DEL KURDISTAN E DELLA LORO GUERRA POPOLARE PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE NAZIONALE ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI UNO STATO INDIPENDENTE E ALLA LIBERAZIONE SOCIALE ATTRAVERSO UNA ECONOMIA PIANIFICATA DI TIPO SOCIALISTA.

     

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    SOLIDARIETA' PER AVNI!

    Avni Er e Zeynep Kilic sono due militanti del Partito Comunista DHKP-C Turco. Per non essersi mai dissociati da questo partito, inserito nella lista nera USA del dopo 11 Settembre, la Turchia ha emesso per loro un mandato di cattura internazionale come "terroristi"; i due sono sono stati catturati in Italia, processti e condannati in primo grado a Perugia e adesso sono in carcere. Avni è stato portato a Badu 'e Carros, mentre Zeynep è a Rebibbia. Adesso la Turchia ne chiede l'estradizione. Ci chiediamo che sorte potrebbero avere questi due compagni in Tuchia, a quali torture andrebbero in contro e se verranno condannati a morte. Vi proponiamo due lettere che Avni Er ha scritto, la prima lo scorso Gennaio '08, in previsione del processo d'appello che si è svolto a Sassari il 07/02/08, in cui dichiara la sua intenzione di iniziare uno sciopero della fame ad oltranza. La seconda è di questi giorni, contiene una analisi della situazione in Turcihia e racconta la sua esperienza personale.

    La prossima udienza del processo è fissata sempre a Sassari, al tribunale d'appello in piazza S. Maria di Betlem il giorno 10/04/08.

    Dichiarazione di inizio dello sciopero della fame di Avni Er, comunista turco, attualmente recluso nel carcere di Baddu 'e Carros, in attesa di estradizione verso la turchia....e la tortura e la morte!

    Cari compagni /e, dopo tre mesi di attesa il Procuratore Generale ha deciso di richiedere la mia estradizione verso la Turchia. Come vi ho detto nella mia dichiarazione precedente non accetterò di essere estradato in quel paese dove certamente sarei sottoposto alla torura, trattamenti disumani e degradanti e all’isolamento totale. La Turchia non rispetterà i miei diritti umani e farà scempio delle mie carni.
    E’ evidente l’ingiustizia di cui sono vittima. L’Italia non mi proteggerà dallo stato fascista turco. Ho deciso quindi di iniziare lo sciopero della fame preferendo morire in Italia, piuttosto che essere ucciso sotto tortura, come già è accaduto a centinaia di compagni nel mio paese.
    Vi ringrazio in anticipo per la vostra solidarietà.
    In data 28-01-2008 inizierò lo sciopero della fame. Come ho detto forse morirò in carcere, però morirò con la mia dignità e non consentirò ai carnefici fascisti in Turchia di avere la soddisfazione di sottopormi a violenze atroci.
    Avni Er

    Lettera-documento di Avni Er

    Nugoro 1/04/2008

    Cari compagni,

    come sapete noi siamo comunisti e veniamo dalla Turchia, 4 anni fa sono stato arrestato con la mia compagna Zeynep. Nostro “crimine” è di aver denunciato i maltrattamenti e le torture nelle carceri turche, di aver denunciato le violazioni dei diritti umani e di aver espresso l’idea di indipendenza, uguaglianza, e giustizia nel mio paese. Abbiamo denunciato questi fatti a tutti nel mondo e siamo stati “condannati”. In più lo stato italiano ci vuole estradare nelle mani dei carnefici fascisti in Turchia.
    Cari compagni, il nostro “crimine”è di aver difeso la dignità dell’umanità.
    Noi commetteremo questo reato anche in futuro con lo spirito internazionalista!
    Cari compagni, da dove veniamo? Che tipo di terra è la Turchia? Perché i popoli si ribellano da anni e anni?
    Non vi voglio raccontare tutta la sua storia, vorrei raccontare solo quella recente.

    La Turchia è un mosaico di popoli. Da anni e anni i popoli turchi, curdi, arabi,..,armeni hanno cercato di vivere insieme. Però i governi sciovinisti, razzisti e l’esercito hanno sempre diviso i popoli. Forse vi ricordate il genocidio degli Armeni nel 1915, dei curdi nel 1920-1923, 1938 fino a oggi. Questi sono solo qualche esempio.
    Come abbiamo sempre denunciato, la Turchia è un paese, dove il potere è nelle mani dei militari che applicano la regola “universale” dei sovrani “dividi e governa” e stanno creando un ambiente sciovinista contro le etnie dell’Anatolia, tant’è che oggi è diventata una vera “caccia alle streghe” contro i curdi, gli armeni, i cristiani, gli alevì ecc., cioè tutte le etnie, le religioni e le diversità che noi consideriamo la ricchezza dell’Anatolia.
    Cari compagni, oggi c’è una lotta contro il comunismo, il fondamento della repubblica turca è basato su questo.

    Facciamo un flashback nella storia.
    Il 10 settembre 1920 viene fondato a Baku il partito comunista turco (TKP); appena fondato fu  il nemico numero 1 dello “stato”turco, specialmente Ataturk (il fondatore della repubblica turca) ha cercato di eliminarlo subito. Nel 1921 i dirigenti del TKP come Mustafa Suphi e altri 14 compagni furono invitati da Ataturk in Turchia e furono massacrati.
    Ataturk era “preoccupato”; faceva terra bruciata contro i comunisti, anche se i comunisti avevano lottato insieme contro gli occupanti.
    Comunque nel fondamento della repubblica c’è il pensiero “anti-comunista”.

    I comunisti erano e sono ancora “soggetti” da eliminare ovunque. Infatti specialmente nelle carceri turche erano nel mirino.
    Nel 1980-1984, 1994, 1995, 1996, 1999 e 2000 sono stati massacrati decine di prigionieri politici.
    Solo nella carneficina del 19 dicembre 2000 sono stati massacrati 28 prigionieri politici.
    I militari con un azione violenta denominata “ritorno alla vita” hanno bruciato 28 prigionieri nelle loro celle. Quell’azione era avvenuta contemporaneamente in 21 carceri, soffocati da 20.000 bombe lacrimogene o bruciati vivi con il fosforo bianco.
    Il fosforo bianco è un’arma chimica, se colpisce una persona le crea ustioni gravi e continua a bruciare fino all’esaurimento totale dell’ossigeno che si trova nell’aria e nella carne!! È un’arma vietata dall’ONU!
    I sopravvissuti dopo questo attacco venivano trasferiti a forza in celle d’isolamento e sottoposti ad ogni tipo di vessazione. Dopo essere passati per le mani della polizia 600 prigionieri si sono ammalati della sindrome di Vernicke- Korsakoff, perché incoscenti e legati ad un letto d’ospedale dopo mesi di digiuno furono sottoposti all’alimentazione forzata dai medici “MENGELE”.
    Dopo 7 anni di resistenza sono morti 122 prigionieri.
    Abbiamo denunciato tutto questo. Nessuno ci ha ascoltato.
    Ultimamente un colonnello dell’esercito Zeki Bingõl ha scritto un libro, dove spiega tutto l’attacco alle carceri, spiega come hanno fatto il massacro!!
    Cari compagni, anche fuori dal carcere i rivoluzionari, patrioti e comunisti, chi non è d’accordo con lo stato fascista turco è nel mirino.
    Centinaia di pubblicazioni ispirate da ideali di uguaglianza, giustizia e indipendenza vengono confiscati e censurati, centinaia di rivoluzionari e democratici sono uccisi nelle strade, imprigionati, sequestrati e torturati.
    La realtà del nostro paese è quella di essere governata dalla forza armata fascista che usa il “parlamento” e la “democrazia”come una maschera, costringendo tutti a credere alle loro favole.
    Si, c’è terrore in Turchia, questo però è il terrore dello stato.
    I “cacciatori di teste” fascisti cercano di intimidire la popolazione con il linciaggio.
    Ultimamente varie associazioni democratiche come Tayyad, HOC, Temel Hakkar sono state attaccate e le persone che erano dentro sono state linciate!!
    Le persone democratiche, patrioti che vendono riviste e giornali oppositori al governo vengono sparati sulla strada. Infatti un ragazzo di 15 anni, Ferhat Gercek mentre vendeva la rivista “Yürüyüs” è stato sparato dalla polizia, oggi questo ragazzino sta sulla sedia a rotelle, paralizzato!!
    Forse l’avete sentito: l’esercito turco è entrato nel Nord Irak. Anche loro, come i loro padroni U.S.A., hanno usato la parola magica “combattere il terrorismo”.
    Stiamo parlando del popolo curdo, un popolo con più di 20 milioni di abitanti senza “terra”, un popolo a cui è stato proibito parlare la propria madre lingua, un popolo chiamato “turchi di montagna”. Pensate un popolo che non può praticare la sua cultura, le sue usanze e non può parlare la sua lingua e in più umiliato! Da anni e anni lo stato fascista turco ha cercato di assimilare, “turchizzare”un popolo.
    Questa operazione dell’esercito turco doveva “finire” la resistenza del popolo curdo.
    L’esercito turco non poteva fare da solo un’operazione del genere. Lo stato turco ha avuto “via libera” dagli U.S.A. e dall’U.E.!  
    Poi senza vergogna i signori hanno “avvertito” la Turchia di non “esagerare”.
    Che significa “esagerazione”? Uccidere anche solo una persona non è violenza? Chi stabilisce la dose della violenza?
    Va bene, l’esercito turco cammina con una bilancia in mano e misura la dose della “violenza”??!!
    Sono stati uccisi centinaia di curdi.
    Se vi ricordate dopo l’attacco alle carceri, quando sono stati massacrati 28 prigionieri, i “signori” dell’U.E. avevano dichiarato che avevano “un po’ esagerato”.
    Prima danno “via libera”per massacrare, poi dopo fanno queste dichiarazioni.
    Anche oggi l’operazione contro il popolo del Nord Irak è stato organizzato con l’appoggio degli U.S.A. e dell’U.E.
    La Turchia senza il permesso degli U.S.A. non si muove, non sono capaci di farlo.
    La Turchia dipende economicamente e militarmente dagi U.S.A.
    Cari compagni, questo è lo stato che ha richiesto la mia estradizione.
    La democratizzazione della Turchia è solo una bassa demagogia.
    La stessa corte europea ha condannato varie volte la Turchia per le sue politiche discriminanti e per le ripetute violazioni dei diritti umani.
    Vi ringrazio di nuovo per la solidarietà e prima di chiudere vorrei scrivere una poesia di N.Hikmet:

    “No,
    non sono un disertore.
    Del resto, il mio secolo non mi fa paura
    il mio secolo pieno di miserie e di scandali
    il mio secolo coraggioso grande ed eroico.
    Non ho mai rimpianto d’esser venuto al mondo troppo presto
    sono del ventesimo secolo e ne son fiero.
    Mi basta esser là dove sono, tra i nostri,
    e battermi per un mondo nuovo...”

    […]

    OCCORRE MOBILITARSI PER IMPEDIRE QUESTA ENNESIMA VERGOGNA!

    AVNI NON DEV'ESSERE ESTRADATO IN TURCHIA!

     

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