Domu - Lotas : Archibiu
  • Appoggio al Referendum contro il nucleare
  • Chimica: Tribagliu o disastru?
  • Sui devastanti incendi del 23/07/09
  • Euskal Herria: unu populu in gherra pro sa libertade
  • 28/04: Chistionada subra a Sa Die de sa Sardigna
  • Boicottiamo i distributori AGIP
  • Populosinatzione
  • Marcia Anticolonialista
  • Alcune doverose precisazioni sulla campagna diffamatoria su Franca
  • Incontro sulla repressione delle lotte di liberazione natzionale
  • 28/04/08:Targa commemorativa a Thiesi
  • Fuori i compagni dalle galere
  • Sa Die Nostra
  • Contro l'occupazione militareAssemblea dei popoli del Mediterraneo

  • Appoggio al Referendum contro il nucleare

    Il 5 dicembre 2009 quattrocento sardi sono scesi in piazza a Cagliari convocati da Manca pro s’Indipendentzia contro ogni ipotesi di nuclearizzazione della nostra terra, per denunciare la presa in giro dell’eolico selvaggio e per reclamare la sovranità energetica.

    Oggi un'altra organizzazione indipendentista (SNI) ha depositato alla Corte d'Appello di Cagliari 17mila firme (7mila in più rispetto a quelle richieste dalla legge regionale 20 del 1957) a sostegno del referendum consultivo che chiamerà il popolo sardo a dichiarare la sua contrarietà all'«installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive».

    A Manca pro s’Indipendentzia sosterrà il Referendum promosso da SNI avviando sia una massiccia campagna di informazione in tutta l’isola sui reali pericoli legati alla produzione di energia atomica e allo stoccaggio delle scorie, sia richiamando i lavoratori sardi a nuove e determinate mobilitazioni di piazza.

    Purtroppo la totale mancanza di sovranità non permette di svolgere referendum con valore legale e questo rappresenta una palese violazione del diritto del popolo sardo a decidere sulle politiche da attuare sul nostro territorio nazionale. Nella colonia-Sardegna i sardi non possono decidere nulla, ma solo subire in silenzio le scelte che meglio giovano al blocco di potere dei padroni oltremare!

    Siamo consapevoli che solo la presa di coscienza nazionale del popolo sardo attraverso il rafforzamento delle forze indipendentiste non addomesticate potrà impedire lo scempio nucleare della nostra patria e per questo daremo manforte a tutte quelle forze sane della nazione sarda che si opporranno alla soluzione finale e al genocidio del nostro popolo.


    Sassari, 9 febbraio 2010

    Cristiano Sabino – portavoce nazionale di a Manca pro s’Indipendentzia

     

    Sossu, giobia 26 de Santandria, 17:30 in sa Biblioteca comunale S. Farina

    Chimica: Tribagliu o disastru?

    clicca per ingrandire

    Da Rovelli ad Enichem: 40 anni di colonialismo nel Nord Sardegna

    Intervengono:
    Cristian Marongiu, operaio chimico: le lotte operaie per il lavoro, la salute e la dignità dei lavoratori sardi

    Antonello Canu, tecnico specializzato sicurezza ambientale: l'inquinamento della chimica e i gravi pericoli legati al parco idrocarburi di Portoterres

    Gianluca Loi, operatore dei beni culturali: la perdita dell'identità della città turritana

    Cristiano Sabino, Esecutivo nazionale aMpI: la necessità di una svolta storica per i lavoratori sardi

    Anghelu Marras, Sindacadu de sa Natzione Sarda: il Nord Sardegna e il suo territorio

    organizza a Manca pro s'Indipendentzia

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    Sui devastanti incendi del 23/07/09

    A Manca pro s’Indipendentzia, organizzazione indipendentista comunista sarda, manifesta tutta la sua più profonda inquietudine in merito agli accadimenti verificatisi prima, durante e dopo gli spaventosi incendi che hanno devastato il centro-nord della Sardigna il 23 luglio 09 e il giorno precedente il centro-sud.
    Sin dalla prima metà del giorno 23, il giorno successivo a devastazioni incendiarie avvenute nell’oristanese, le televisioni annunciavano, a mo di previsione meteorologica, che quella sarebbe stata una giornata di grandi incendi. Puntualmente nel primo pomeriggio partivano simultaneamente una quindicina di roghi disseminati in tutto il centro-nord. Ci chiediamo in base a quali dati le televisioni siano riuscite a leggere il futuro, dal momento che giornate parimenti ventose ed altrettanto afose ci siano state parecchie volte dall’inizio di quest’estate, ma che, diversamente dalle altre occasioni, non si erano ancora verificati incendi tanto simultanei e (verrebbe da dire) organizzati. Forse le televisioni le volte precedenti avevano letto nel futuro che non ci sarebbero stati e perciò avevano deciso di non annunciarli? Non è dato sapere come siano andate le cose allora, né come siano andate il 23, tuttavia appare abbastanza singolare questa capacità di chiaroveggenza!
    Nel momento in cui i fuochi aggredivano mezza Sardigna contemporaneamente, mentre due lavoratori sardi morivano tra le fiamme, mentre le aziende agricole costruite con decenni di sacrifici andavano in fumo in pochi minuti assieme al bestiame, i mezzi antincendio si trovavano costretti a sparpagliarsi in ogni dove per cercare di arginare la catastrofe. Naturalmente la simultaneità dell’emergenza li metteva nelle condizioni di non poter riuscire a gestire efficacemente la loro azione su tutti i fronti, dato che come detto si propagavano una quindicina di incendi. Nel frattempo però le solerti ed onnipresenti Forze d’Occupazione Italiane, si “dimenticavano” di chiudere il traffico autostradale all’altezza di Bonorva in direzione Sassari, lasciando che decine e decine di macchine si imbottigliassero proprio nelle zone dove infuriavano le fiamme! In pochi minuti a breve distanza dai roghi si formava una fila di macchine lunga dieci chilometri. Gli automobilisti, terrorizzati e sprovvisti di una qualsiasi informazione stradale, senza alcun tipo di soccorso e senz’acqua tra temperature di 50 gradi, non hanno potuto far altro che sperare nella buona sorte. Se il vento avesse improvvisamente girato direzione sarebbe stata una strage ancor più grande di ciò che purtroppo è già stata.
    In seguito, zelanti politici si avvicendavano a gridare ai quattro venti che c’è una strategia dietro quegli incendi, lasciando intravedere le vecchie teorie dell’allora Ministro Pisanu su fantomatici sovversivi incendiari.
    Detto questo mettiamo insieme questi dati in maniera cronologica:

    1. le televisioni spostano l’attenzione pubblica su una tragedia che sta per avvenire ma che ancora non c’è stata (come avranno fatto a sapere che ci sarebbe stata non si sa!)
    2. le fiamme partono nello stesso spazio di tempo ma in posti diversi, in maniera coordinata ed evidentemente organizzata, rendendo impossibile per i mezzi antincendio riuscire a governarle tutte
    3. mentre gli incendi devastano e uccidono, le Forze d’Occupazione Italiane non ricevono l’ordine di impedire che gli automobilisti vadano ad imbottigliarsi tra le fiamme, e lasciano per ore le strade aperte. (Qualcuno cercava una strage di massa? E perché?)
    4. a cose concluse i politici si abbandonano a dichiarazioni senza prove annunciando che c’è una precisa strategia, ma nulla dichiarano sulla natura e sulle finalità di questa strategia.

    Mettendo insieme questi fattori sembrerebbe di vedere che si è orchestrata una grande tragedia, addirittura una probabile strage, e che da più parti ci fossero attori con un ruolo da svolgere: alcuni diffondono allarmi, altri incendiano, altri lasciano che la gente vada ad arrostirsi, altri ancora dichiarano che c’è una precisa “strategia”
    Pur nella grande confusione che regna su cose che non si possono sapere, a Manca pro s’Indipendentzia sospetta che probabilmente con l’uso omicida del fuoco “qualcuno” vorrebbe sollevare un’indignazione dell’opinione pubblica abbastanza grande da far accettare qualunque misura. Come ad esempio una completa, generale e totale militarizzazione del territorio, che come contrasto a crimini così orrendi verrebbe accettata e tollerata dalle popolazioni.
    A Manca pro s’Indipendentzia (a differenza dei politici “sardi” e italiani, che dicono che c’è una strategia ma non ci spiegano chi è lo stratega!) non ha nessuna certezza su come siano andate le cose, però ha tanti sospetti. Uno di questi potrebbe essere: una simile tragedia potrebbe avere come motivo scatenante la volontà di militarizzare i nostri territori? Ci chiediamo se magari chi un domani verrà chiamato a curare un male possa essere lo stesso che il male lo ha creato oggi!
    Ma le nostre sono solo domande. Invitiamo tutti i Sardi a riflettere…

     

    25/07/09
    A Manca pro s’Indipendentzia

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    Euskal Herria: unu populu in gherra pro sa libertade

    A Manca pro s'Indipendentzia organizzat un addobiu chin Askapena, organizatzione internazionalista basca

    • 14/07//2009 a Lanusei: ore 20.00 presso Bar Girilonga, P.zza Girilonga

    • 15/07/2009 a Portotorres: ore 19.00 presso Circolo Via Margutta, viale delle Vigne

    • 17/07/2009 a Lodine: ore 19.00 presso il Centro Polivalente

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    Su 28 de Abrile: Sa Die de sa Patria Sarda
    Chistionada subra a Sa Die de sa Sardigna

    Targa a Cossoine

    aMpI pro s'Unidade Indipendentista in custa ocasione hat donadhu una targa a su comune de Cossoine, in ammentu e sos patriotas sardos e de sa rebbellione indipendentista contra a sos feudatarios de su 1793-1796.

    Guarda le foto dell'iniziativa

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    In difesa dei lavoratori di Portotorres boicottiamo i distributori AGIP

    Sono trascorsi all’incirca 40 anni da quando l’Enichem di Rovelli sbarcò in Sardigna. Era il periodo delle grandi promesse e del “Piano di Rinascita” che avrebbe dovuto spazzare via gli elementi di arretratezza in una terra a prevalente struttura agropastorale e proiettare la nostra Natzione nella società industriale moderna.

    All’epoca in pochi si opposero a questa operazione, ma qualcuno non rinunciò a denunciare il carattere colonialista (e miope) dell’intera operazione. Oggi, dopo anni di decadenza, l’ENI congeda da un giorno all’altro gli operai nascondendosi dietro ad un dito con la scusa della “crisi finanziaria”.

    Attualmente lo stabilimento chimico di Portotorres è di proprietà della Polimeri Europa che, appena pochi giorni fa, ha convocato le delegazioni sindacali a Roma per comunicare che entro 5 giorni si sarebbe dovuta fermare la produzione. In bilico sono 3500 stipendi fra chimici, edilizia, metalmeccanici, verniciatori, servizio mensa, autisti ecc.. ma la reazione a catena sarebbe devastante per l’intera Sardigna perché l’effetto domino colpirebbe duramente una terra già in grave crisi economica.

    Di chi è la responsabilità? Durante l’incontro sindacale a Roma di qualche giorno fa i delegati ENI hanno accennato alla crisi finanziaria. Ma è un fatto che negli altri poli chimici la produzione è stata soltanto rallentata, mentre a Portotorres dal primo dicembre si avrà il blocco completo fino al 31 gennaio; per il futuro non è dato sapere! Agli operai non è stata fornita alcuna motivazione concreta, nessuna informazione sul loro futuro lavorativo e soprattutto non è stato presentato alcun piano industriale. Sono stanziati – è vero – 900 milioni di euro di investimenti, ma nessuno è a conoscenza della destinazione di questi fondi. Ricordiamo che 1/3 della proprietà è dello stato italiano, e quindi il suo coinvolgimento nella crisi attuale non è assolutamente marginale e denunciamo il totale silenzio sull’argomento dei vertici dello stato italiano e in particolare del ministro Scajola.

    Denunciamo inoltre la condotta dell’ENI (e quindi anche dello Stato italiano) che non solo non ha cercato un altro acquirente del polo chimico, ma ha addirittura messo i bastoni fra le ruote durante le trattative con la INEOS che alla fine ha rinunciato all’acquisto. Dopo essere sbarcati in Sardigna, avere sfruttato la forza lavoro dei sardi per tutti questi anni, averli costretti o convinti a lasciare le greggi, le botteghe e le terre in cambio della tuta blu, aver inquinato e scaricato scorie abusivamente per decenni, l’ENI si permette ora di fare il bello e il cattivo tempo con la vita dei lavoratori sardi.

    A Manca pro s’Indipendentzia si schiera senza riserve a fianco dei lavoratori per la difesa del loro posto di lavoro e sosterrà tutte le forme di lotta che essi vorranno intraprendere. Lanciamo inoltre la proposta a tutti i lavoratori sardi di boicottare i distributori AGIP come forma di protesta contro una simile decisione e di concreta solidarietà proletaria.

    A Manca pro s’Indipendentzia ha sempre denunciato il carattere coloniale della chimica in Sardigna. Questa fu una scelta sciagurata che ha avuto come unico fine quello di smembrare il comparto agro-pastorale e di creare dipendenza economica e clientela politica in una terra da pacificare.

    Riteniamo dunque che la chimica debba essere gradatamente sostituita da forme di economia corrispondenti alle reali esigenze del nostro popolo. Ma non si può pensare di chiudere uno stabilimento industriale senza mettere prima in piedi una alternativa concreta. Per questo la dismissione degli impianti deve essere parallela alla riconversione e deve essere frutto di un piano condiviso dalla volontà dei lavoratori e che non preveda la perdita di neanche un posto di lavoro!

     Sassari, 28 Novembre 2008

    A Manca pro s’Indipendentzia

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    POPULOSINATZIONE

    FILMS SUPRA SAS CHISTIONES NATZIONALES:

    LIMBA, CULTURA, RESISTENTZIA

     
    Populosinatzione

    Le proiezioni, il cui ingresso è libero e gratuito, si svolgeranno presso la sede nazionale di a Manca pro s’Indipendentzia, in via A. Saffi 12 a Nugoro     

    PROGRAMMA:

    VENERDì 31.10.08, ORE 19: Primavera in Kurdistan - Kurdistan

    Regia: Stefano Savona, Anno di produzione: 2006, Tipologia: documentario

    Il regista Stefano Savona raggiunge il nord dell’Iraq poco dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. Se per i curdi dell’Iraq è iniziata una nuova era, la lotta per il riconoscimento dell’identità del popolo curdo in Turchia entra in una fase ancora più difficile. Il regista intraprende un viaggio lungo un mese insieme a un’unità di combattenti del PKK per raggiungere il confine con la Turchia. Durante il viaggio, fatto di lunghe marce tra panorami meravigliosi e incontaminati di montagna, il gruppo passerà qualche giorno in un campo femminile nel quale si preparano le combattenti alla lotta per la libertà e si educano gli uomini a una mascolinità rispettosa del ruolo femminile nella società. Raggiunto il confine, i guerriglieri vanno incontro alla loro guerra e, in molti casi, alla morte. L’intero viaggio è narrato dal punto di vista di Akif, curdo figlio di emigrati in Germania, che ha lasciato l’Europa per ricercare le proprie origini e lottare per il suo popolo.

    VENERDì 14.11.08, ORE 19: La battaglia di Algeri - Algeria

    Regia: Gillo Pontecorvo. Genere Drammatico, Italia 1966.

    Nell'ottobre 1957, mentre i paracadutisti del colonnello Mathieu rastrellano la Casbah, Ali La Pointe, uno dei capi della guerriglia algerina, rievoca il passato, l'organizzazione dell'FLN (Fronte di Liberazione Nazionale), gli attentati, gli scioperi, le delazioni. Ali La Pointe è ucciso, ma tre anni dopo, in dicembre, il popolo algerino scende in piazza, proclamando la propria volontà di indipendenza. Sobria rievocazione di taglio documentaristico sulla base di una solida sceneggiatura che, con forte coralità, mostra una guerra di popolo. Leone d'oro alla Mostra di Venezia, il film ebbe vasta risonanza internazionale diventando, fra l'altro, un film di studio per le Black Panthers. Musica di E. Morricone.

     

    VENERDì 28.11.08, ORE 19: Private - Palestina

    Un film di Saverio Costanzo. Genere Drammatico, Italia 2004.

    Racconta lo scontro israelo-palestinese l’opera prima del regista italiano Saverio Costanzo, Private, sguardo che supera il macrocosmo della striscia di Gaza e si perde nel quotidiano. Costanzo, documentarista e già autore di progetti televisivi di nicchia, realizza un film nuovo, duro e privo di violenza fisica, concitato e denso di umanità.
    Mohamed è un padre di famiglia e vive in Palestina con la moglie e i tre figli. Improvvisamente la porta della sua casa si spalanca. E' l'esercito israeliano. “La casa è sequestrata” grida un militare, ma Mohamed non vuole cedere, non vuole abbandonare l'abitazione. “Perché subire tutto questo”, penserà. E allora lui e la sua famiglia vengono relegati in alcune stanze. Divieto d'accesso assoluto al piano di sopra. E' vita questa? E' dal titolo che si deve partire nell'analisi di questo film. Private è un titolo perfetto. Private è un microcosmo, la rappresentazione di un conflitto infinito nello spazio di un abitazione. E'un mondo privato in cui esiste una "politica privata", la politica della sopravvivenza.Private è un film sincero, diretto al cuore, pieno della sofferenza di un popolo, quello palestinese, sempre in bilico fra la convinzione di rispondere alla forza con la forza e il resistere mettendo in mostra la propria dignità.

    VENERDì 12.12.08, ORE 19: Il vento fa il suo giro - Occitania

    Regia di: Giorgio Diritti Genere: Drammatico, Italia: 2005.

    Quando si incontrano sul proprio cammino pellicole simili, vien da gridare che il cinema italiano non solo non è morto, ma si ha voglia di abbassare la testa e volgere lo sguardo altrove, vergognandosi persino di averlo pensato. Girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, un ex professore decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia – una moglie e tre figli - in un paesino di poche anime, sulle montagne, per poter vivere secondo natura. Nella diffidenza generale, Philippe e sua moglie vivono di pastorizia, cercando di raggiungere quel difficile equilibrio con le cose del mondo e con gli anziani abitanti del posto. Il film di Giorgio Diritti merita una menzione speciale. "E l'aura fai son vir" - questo il titolo occitano del film - si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola, senza scomodare miti e profeti, ha la forza di un trattato antropologico, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli, in un cinismo che contagia, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino, inaspettato, meraviglioso. Come le anime salve che descrive, uomini in cerca di un senso che l'esistenza stessa allontana ogni giorno di più.

     

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    Marcia Anticolonialista

    Legler, Queen, Unilever, crisi del mondo agricolo, agricoltori di decimoputzu lotta per il prezzo del latte...

    COLUNIALISMU BASTAT!

    OPERAJOS! PASTORES! MASSAJOS!

    Est arribada s’ora de secare sas cadenas coluniales, non podimus prus sichire chin-d’ una bida de disoccupatzione, gana e isfruttamentu de su traballu nostru!
    In su mentres chi sos industriales e i sos banchieris italianos si prenan sas buzacas de su dinare nostru, sas familias nostras si che sun morinde ‘e sa gana e sos fizos nostros sun emigrande!
    Populu traballadore sardu, est ora de facher balere sa dinnidade nostra de Sardos e de traballadores, contra a custos meres colunialistas chi sun distruende sa terra nostra, su traballu nostru, sa bida nostra!
    Manifestamus tottus paris su dirittu nostru a biver in Sardigna che liberos, rispettados e uguales, contra a sas lezes colunialistas, pro su traballu!

    12 DE JANNARJU DE SU 2008
    MARCIA CONTR’ A SU COLUNIALISMU:
    MACUMELE-OTHANA-THINISCOLE

    ADDOBIUS:

    • IN MACUMELE A ORA DE SAS 10 IN PRATA EX MERCATO CIVICO
    • IN OTHANA A ORA DE SAS 14.30 IN PRATA SAN NICOLA
    • IN THINISCOLE A ORA DE SAS 18.30 IN VIA ROMA

    A ORA DE SA 21 IN PRATA PUXEDDU, IN THINISCOLE, SONAN:
    LIMBUDOS - THE GALE - DR. DRER

    manifesto

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    Alcune doverose precisazioni sulla campagna diffamatoria su Franca

    A Manca pro s’Indipendentzia intende, col presente comunicato, puntualizzare alcune cose in merito alla reiterata comparsa sui principali quotidiani sardi della notizia del presunto coinvolgimento di una propria militante in presunte attività eversive.

    La compagna patriota Franca Dessena è una militante della prim’ora della nostra organizzazione in cui ha sempre militato con la massima serietà e dedizione. Riteniamo pertanto opportuno esprimere alla nostra compagna la massima solidarietà di contro a insinuazioni basse e codarde fatte da inquisitori colonialisti che più e più volte hanno già dato prova esemplare della loro metodologia a dir poco dubbia nello svolgimento delle indagini.

    Mettiamo pertanto in guardia i mezzi di informazione dal cadere in facili sensazionalismi prestando acriticamente la propria fiducia a chi più forte grida “al lupo”, e li invitiamo a usare una maggiore prudenza e rispetto nei confronti di persone che essi non conoscono e che dovrebbero dunque perlomeno consultare prima di parlare pubblicamente della loro vita privata.

    Del resto è risaputo che una campana sola suona sempre bene, perciò crediamo che sia abbastanza scorretto che la vita privata di una persona, fino a prova contraria assolutamente innocente da qualsiasi accusa e insinuazione, debba addirittura essere fatta conoscere a chiunque acquisti un quotidiano.

    Nuoro, 22 febbraio 2008

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    Targa commemorativa dei martiri della guerra di indipendenza

    Lunedì 28 aprile, alle ore 18, presso la piazza del comune di Thiesi è stata affissa una targa commemorativa dei martiri caduti durante la guerra d'indipendenza 1794 - 1796.

    La Targa delle dimensioni di 50 cm per 50 cm contiene la seguente frase:

    "A sos Patriottos Sardos de sa gherra de Indipendentzia 1794 - 96. Sa Sardigna"

    A Manca pro s'Indipendentzia ha inteso, con questa iniziativa, riconoscere il 28 aprile come Sa Die de sa Patria Sarda e istituire in questa occasione la commemorazione dei martiri caduti per l´Indipendenza.

    All'iniziativa hanno presenziato una delegazione della sinistra indipendentista basca e un rappresentante del PSAN catalano (Partit Socialist d'Alliberament Nacional).

    Nessuno più degli indipendentisti ha il compito di tenere alta la memoria dei martiri caduti per l´Indipendenza della nostra terra. I martiri del 1794-96 sono oggi relegati nell´oblio, il loro esempio è pericoloso, la loro memoria scomoda, la loro statura morale imbarazzante per il dominatore di oggi. Il quale, lo sappiamo, è esattamente quello di ieri. Oggi l´Italia e la fedele servitù regionale pretendono di far passare il 28 aprile come se fosse stata una specie di carnevalata incruenta fatta da gente che aveva anche un po´ di ragione: questo significa distruggere la nostra storia nazionale. Il 28 aprile è stato il preludio di una Guerra d´Indipendenza durata tre anni e costata alla Natzione sarda centinaia di morti, migliaia di feriti, torturati, imprigionati e devastazioni spaventose: questo significa ricostruire la nostra storia nazionale.

    Thiesi è stato il paese promotore della coalizione antifeudale che poi sviluppò la lotta: Il 24 novembre 1795 i vassalli di Thiesi, Cheremule e Bessude formarono una coalizione antifeudale e, subito, furono imitati da altri villaggi. Il 17 marzo 1796, nel più grande patto antifeudale, si strinsero ben 32 villaggi. Il 6 ottobre 1796 le truppe regie arrivarono per "ristabilire l´ordine", e nei combattimenti i rivoltosi persero 60 uomini tra morti e feriti, il paese venne saccheggiato e incendiato.

    Ecco alcune foto della manifestazione:

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    11 Luglio 2006-11 Luglio 2007

    INCONTRO INTERNAZIONALE SULLA REPRESSIONE DELLE LOTTE DI LIBERAZIONE NAZIONALE NELLE NAZIONI SENZA STATO D'EUROPA E DEL BACINO DEL MEDITERRANEO

    11 Luglio 2007 - Teatro Adriano (Dopolavoro Ferroviario) - Cagliari

    L'11 luglio 2007 sarà trascorso un anno esatto da quando lo stato italiano scateno' la famigerata "operazione arcadia" arrestando 10 militanti dell'organizzazione a iManca pro s'Indipendentzia e inquisendo, col tristemente noto art. 270 bis, oltre 54 militanti del movimento di liberazione nazionale sardo. Da allora i nostri compagni hanno subito diversi mesi di galera e di arresti domiciliari. Oggi sono tutti sottoposti a blande misure cautelari (obbligo di dimora o obbligo di firma). Nel corso di quest'anno sono emerse numerose contraddizioni nell'inchiesta portata avanti dalla magistratura: dal coinvolgimento dei servizi segreti italiani, alla dimostrazione della falsità di alcune accuse, alla scoperta di numerose incongruenze nei nastri da cui sono state estrapolate le trascrizioni che costituiscono l'unico elemento di "prova" in mano alla magistratura italiana. Ad oggi le indagini non sono state ancora chiuse e, probabilmente, non lo saranno ancora per molto tempo (con quali prove si vuole processare a Manca pro s'Indipendentzia?). Allo stesso tempo altri tre compagni sardi, Ivano, Antonella e Pauleddu hanno subito quasi un anno e mezzo di detenzione preventiva, di deportazione in territorio italiano e di carcere "duro" (Elevato Indice di Vigilanza) sempre sulla base di "indizi" (non prove!) relativi ad intercettazioni ambientali. Lo stato italiano risponde in questo modo alle lotte che il Popolo Lavoratore Sardo ha saputo portare avanti in questi anni: lotte contro l'occupazione militare, per la salvaguardia della nostra lingua e contro la folklorizzazione della nostra cultura e la mistificazione della nostra storia. Lotte per l'affermazione del legittimo diritto all'autoderminazione, all'autogoverno e all'autodecisione. L'11 luglio 2007 a Manca pro s'Indipendentzia organizza a Cagliari, presso il teatro Adriano (dopolavoro ferroviario), un incontro internazionale sul tema: "la repressione delle lotte di liberazione nazionale nelle nazioni senza stato d'Europa e del bacino del Mediterraneo".

    11 Luglio 2007

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    Fuori i Compagni dalle Galere!

    Sassari 7 Febbraio 2008 - Dalle ore 09.00 alle ore 14.00
    Sit in davanti al tribunale d'Appello di Sassari
    che dovrà decidere se estradare o meno Avni Er

    manifesto

     ABBIAMO IL DOVERE DI FARE SENTIRE LA NOSTRA VOCE E DI IMPEDIRE CHE AVNI E LA SUA COMPAGNA ZEYNEP VENGANO DEPORTATI IN TURCHIA DOVE LI ATTENDE LA TORTURA E PROBABILMENTE LA MORTE. CONTINUIAMO A SOSTENERE I COMPAGNI!

    NUORO 1 FEBBRAIO 2008 ORE 18
    MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA REPRESSIONE
    FUORI I COMPAGNI DALLE GALERE!
    Partenza dal tribunale, arrivo al carcere di Badu ‘e Carros

    PER IL COMPAGNO AVNI ER
    MILITANTE COMUNISTA TURCO INCARCERATO PER LE SUE IDEE
    In sciopero della fame dal 28/01/08 come forma estrema di protesta contro la richiesta di estradizione verso la turchia dove, se fosse accolta la richiesta (udienza a Sassari il 7 febbraio 08), andrebbe incontro a tortura e morte sicura

    PER I COMPAGNI IVANO, PAULEDDU E ANTONELLA MILITANTI COMUNISTI INCARCERATI PER LE PROPRIE IDEE PER TUTTI I MILITANTI COMUNISTI INCARCERATI PER LE PROPRIE IDEE PERCHÉ NON STAREMO MAI ZITTI, PERCHÉ NON SMETTEREMO MAI DI PENSARE E DI LOTTARE!!!

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    È in vendita il libro di Massimo Nappi "Sa Die Nostra" - edito da Doramarkus:

    Copertina

    Massimo Nappi - Sassari 1968, docente di filosofia, fondatore dell’associazione Progetto handicap, militante di Spazio Rosso e del centro antagonista Moncada, responsabile dei rapporti sindacali per a Manca pro s’Indipendentzia, si occupa del comparto scuola e fa parte della segreteria territoriale e del consiglio nazionale della CSS - Sindacadu de sa Nazione Sarda.

    Oggi l’autore si trova in custodia cautelare con obbligo di dimora nel proprio comune di residenza accusato di associazione sovversiva (articolo 270 bis c.p.).
    Il ricavato dell’opera sarà devoluto come sottoscrizione per le spese legali dei compagni detenuti.

    Sassari:

    Libreria internazionale Koinè, via Roma 37
    Libreria Odradek, via Torre Tonda 42

    Cagliari:

    libreria Nuova Alfa, via Is Mirrionis 37

    Nuoro:

    libreria 2 R, corso Garibaldi

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    aMpI - a Foras - Sardigna Ruja

    PRESENTANO:

    PRIMA CAMPAGNA CONTRO L'OCCUPAZIONE MILITARE AMERICANA, NATO E ITALIANA DELLA SARDEGNA

    PER LA SMILITARIZZAZIONE DEL MEDITERRANEO

    CONTRO LA GUERRA SPORCA DELL'IMPERIALISMO

     

    22 aprile 2006 – NUORO

    Caffe Letterario: Trittico Ironico

    h. 18:00 : Dibattito intitolato " Militarizzazione del territorio: controllo sociale e controrivoluzione preventiva. "

    26-27 aprile 2006 – CAGLIARI

    “Sala Cosseddu” – Casa dello studente – Via Trentino

    Mercoledì 26 - h.17 : presentazione del dossier “l'occupazione militare della Sardegna”.

    Realizzato da “ A FORAS ” e “ Sardigna Ruja ”

    h.20 Proiezione documentary e filmati

    Giovedì 27 – h. 17 : dibattito: “Brigata Sassari: i “nostri ragazzi” o i loro mercenari?

    h.20 Proiezione documentari e filmati

    4 Maggio 2006 – SASSARI

    Aula “o” – Facoltà di lingue – Università di Sassari

    h. 18:00 : Dibattito intitolato "O ccupazione militare in Sardegna. La base de La Maddalena: propaganda e strategie militari tra promesse di smantellamento, ampliamento e ristrutturazioni".

    3 maggio 2006 - MILANO


    mattina: presso l´Universitá Cattolica del Sacro cuore
    sera: presso il centro sociale “Orso”

    5 maggio 2006 - TORINO 

    6 maggio 2006 - FIRENZE 

    Sera presso il centro sociale CPA- Firenze Sud

    9 maggio 2006 - PISA

    Sera: presso l´aula magna di Scienze Politiche

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    Il 1° incontro per la costruzione della

    ASSEMBLEA DEI POPOLI DEL MEDITERRANEO

    si è tenuto in Sardigna, a Lanusei nei giorni 4-5-6 Luglio 2003

    Manifesto

    Piattaforma politica di convocazione

     

    Ai popoli del Mediterraneo e ai popoli in lotta per la propria indipendenza, alle organizzazioni politiche che li rappresentano nelle espressioni delle lotte contro il capitalismo e l'imperialismo.

    Il Mediterraneo, culla di antiche civiltà, crogiolo di lingue e popoli, è stato per millenni il luogo d'incontro e di scontro tra culture e religioni, uno spazio in cui i popoli hanno prosperato costruendo la propria ricchezza materiale e culturale attraverso l'incontro e la contaminazione reciproca, e assistito alla propria rovina determinata dalla volontà di conquista e di dominio delle potenze imperiali.

    Gli Stati-Nazionali hanno costruito imperi economici e politici sfruttando le materie prime dei territori conquistati, assoggettando le popolazioni attraverso l'imposizione dei propri modelli economici e culturali. La storia dei popoli che abitano questo mare, è fatta di dominazioni coloniali di resistenza e lotte di liberazione.

    L'uniformità di clima e di ambiente naturale insieme alle comuni vicende storiche ha determinato la formazione di una cultura i cui tratti generali sono comuni. La vita materiale e culturale dei popoli del Mediterraneo, è oggi fortemente segnata dall'ingerenza degli interessi economici, politici e militari di multinazionali e potenze imperialiste. Il nostro comune spazio vitale non è più luogo d'incontro tra culture e di solidarietà ma confine che divide il Nord e il Sud del mondo, luogo di conflitto e di esclusione.

    Gli Stati europei e l'America, distruggono la storia e la cultura dei popoli attraverso un processo di omologazione, imponendo l'unificazione del sistema di produzione capitalistico su scala mondiale. In questo senso la globalizzazione neoliberista è la manifestazione più chiara della natura del capitalismo. L'imposizione della legge del Mercato, della “Democrazia” e della “Libertà” occidentali, è la nuova forma di totalitarismo fondato sulla dittatura del pensiero unico neoliberista che tende a destrutturare se non a cancellare, le potenzialità rivoluzionarie insite nell'appartenenza di classe e nell'identità di popolo. Governi e multinazionali affermano i propri interessi conquistando, con l'uso delle armi, nuovi spazi per il mercato e il possesso delle risorse energetiche. Con una feroce repressione poliziesca soffocano la crescente opposizione popolare alle politiche sociali, alla trasformazione del mondo del lavoro e alla guerra. Il conflitto sociale è assorbito, normalizzato in una logica di mercificazione dei bisogni e dei diritti. Il ricorso alla guerra è la misura della debolezza della civilizzazione occidentale. L'ordine borghese-capitalista, dietro alle conquiste tecnologiche, alla sovrapproduzione di merci e all'opulenza dell'elite politica, economica e finanziaria, nasconde l'impoverimento e la precarizzazione della vita di milioni lavoratori e lavoratrici, la schiavitù culturale e materiale di due terzi della popolazione mondiale, la distruzione dell'ambiente.

    Il continente latinoamericano è attraversato da un radicale movimento anticapitalista, in seguito alle crisi economiche e alla bancarotta dei governi-fantoccio legati agli interessi degli USA e dell'Europa. Il Medio Oriente è obiettivo strategico per le potenze occidentali che vogliono spartirsi le risorse del sottosuolo e fare della zona un punto di partenza per la conquista dell'Asia centrale. La conquista dell'Iraq, caduto sotto il fuoco dell'esercito anglo-americano, è solo un tassello della colonizzazione imperialistica del mondo arabo e asiatico. D'altro canto gli stati europei, dopo aver allineato le politiche economiche e sociali sul modello americano e aver conseguito l'unificazione economica, cercano di fare dell'Europa un'entità politica e militare. Su questo progetto ripongono le speranze di resistere e sopravvivere agli USA. L'Unione Europea è un cantiere in costruzione dove non sono rispettate le elementari norme di sicurezza. Voluta dalle classi dirigenti per meglio tutelare i propri interessi, è imposta ai popoli. Il prezzo più alto al processo d'unificazione è pagato dalle Nazioni senza Stato, alle quali, di fatto, non è riconosciuto il diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza.

    La nostra condizione è quella di Nazioni senza Stato, colonizzate economicamente e culturalmente, rapinate della terra su cui il capitale impone il proprio modello di sviluppo economico. Lo sfruttamento capitalista è aggravato dalla dominazione neo-coloniale, che genera rapporti di dipendenza attraverso il processo di deculturazione e disarticolazione dell'identità di popolo, la cui espressione culturale assume caratteri di statiticità e folclorizzazione divenendo così funzionale allo sfruttamento capitalista. Il tessuto economico e sociale legato alle forme tradizionali di produzione, divenuto residuale a causa dell'imposizione di nuove strutture e modelli economici, è destinato a scomparire. Questo processo è direttamente legato all'imposizione del Turismo Totale, al quale si aggiunge la privatizzazione di tutti servizi, dei beni primari come l'acqua, del territorio e delle sue risorse. Le Nazioni senza Stato sono destinate ad essere sottomesse a ciò che noi chiamiamo TOTALITURISMO .

    Gli USA e gli stati aderenti alla NATO, che occupano il Mediterraneo con le loro basi militari, impongono la propria egemonia politica ed economica, oppure ne fanno strumento funzionale al dominio coloniale attraverso l'esproprio della terra, la sua totale militarizzazione e la forte limitazione dello sviluppo delle attività economiche locali. In virtù di questa condizione, la nostra lotta contro le basi militari e l'opposizione alle guerre imperialiste, non è un fatto di coscienza ma rappresenta un momento fondante della nostra critica al sistema capitalista e di dominio borghese.

    Noi, patrioti di manca di SARDIGNA e di CORSICA concepiamo la realtà dei nostri popoli come un contesto autonomo di lotta di classe. E' il “popolo lavoratore” che vive sulla propria pelle il dominio coloniale e lo sfruttamento capitalista, che deve reggere il peso del processo di Liberazione Nazionale imprimendogli il suo carattere di classe, riconoscendosi come soggetto politico collettivo capace di pensare in termini di autodeterminazione, di conquista e gestione del potere. Proiettando la nostra volontà d'indipendenza in una dimensione internazionale di lotta, crediamo sia di vitale importanza contrastare il progetto di Unione Europea e i disegni federalistici delle borghesie nazionali, e dare vita a nuove solidarietà e relazioni politiche, culturali ed economiche tra tutti i popoli, riconoscendoci in un progetto comune, fondato sull'idea che il Mediterraneo debba essere uno spazio geopolitico autonomo, non più soggetto all'egemonia politica militare ed economica degli stati europei e dell'America; un luogo di comunicazione, in cui la vita materiale e culturale sia il prodotto di un processo dinamico in cui la tradizione si trasforma e si arricchisce attraverso l'incontro liberamente determinato tra le culture e tra i popoli.

    Dare vita a questo progetto significa porsi l'obiettivo della demilitarizzazione del Mediterraneo , e della ricerca di alternative allo sviluppo economico capitalista .

    Su questa piattaforma politica e con questa finalità è stato convocato il 1° incontro per la costruzione dell' ASSEMBLEA DEI POPOLI DEL MEDITERRANEO , al quale sono state invitate a partecipare e a collaborare tutte le organizzazioni politiche anticapitaliste e antimperialiste.

    a Manca pro s'Indipendentzia (SARDIGNA)

    Movimentu di a Manca Naziunale (CORSICA)

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