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Campagna contro il colonialismo nucleare

A Manca pro s’Indipendentzia lancia la sua campagna contro il colonialismo nucleare. Fin da subito siamo scesi in piazza contro ogni ipotesi di costruzione di centrali nucleari in Sardigna e di stoccaggio di scorie radioattive. Per questo motivo abbiamo anche sostenuto la raccolta firme per il referendum consultivo contro il nucleare che ora intendiamo promuovere con una serie di incontri nei paesi per portare il nostro popolo ad una opposizione consapevole a questo ennesimo atto di colonizzazione da parte dello stato italiano.


Gli incontro per spiegare le ragioni del “si” al referendum che si terrà in autunno si sono già svolti

ad Usini mercoledì 30 giugno, presso il bar Sensos in piazza Europa alle 19:00
con la Direzione nazionale di aMpI e Lorenzo Mocci, esperto di questioni energetiche.

ad Assemini sabato 10 Luglio, presso il salone parrocchiale in p.zza S. Pietro, ore 19:00
con la Direzione nazionale di aMpI e Emanuela Sanna, dottoressa in Fisica.
a Bolotana domenica 18 Luglio, nella Casa dei Cacciatori (loc. Risteddio), ore 10.30
con la Direzione nazionale di aMpI e Emanuela Sanna, dottoressa in Fisica.
a Ossi martedì 20 Luglio, in via Angioy 99, presso l'Alex Bar, ore 19.00
con la Direzione nazionale di aMpI e Emanuela Sanna, dottoressa in Fisica.

I prossimi incontri si terranno:

a Porto Torres, giovedî 29-07-2010 alle ore 19.00 presso la sala congressi Filippo Canu (Biblioteca comunale, corso vittorio emanuele)

interverranno la Direzione nazionale di aMpI Lorenzo Mocci, esperto di questioni energetiche.

Referendum e Soberania
Perché A Manca pro s’Indipendentzia non aderisce al “Comitato SI Nonucleare”


L'installazione di centrali nucleari o di depositi di scorie radioattive in Sardigna rappresenteranno un nuovo capitolo di colonizzazione della nostra terra. Il referendum promosso dagli indipendentisti di Sardigna Natzione, nonostante sia e possa solo essere un referendum consultivo, assume un valore storico fondamentale perché di fatto mette in luce lo scontro di interessi fra la nazione sarda e lo stato italiano a partire dal rifiuto di un modello di sviluppo energetico del tutto estraneo ai reali bisogni della nostra nazione.
Opporsi al  nucleare in Sardigna significa, quindi, opporsi a una nuova tappa del progetto di impoverimento della nostra terra da parte dello Stato italiano e al rafforzamento dell’economia di dipendenza. Lanciare una campagna di sensibilizzazione sulle ragioni e le conseguenze del nucleare significa dare al nostro popolo gli strumenti per leggere la chiara volontà dello Stato di rendere la nostra terra sottomessa ai suoi interessi calati dall’alto. Dire no al nucleare significa difendere la nostra terra, la nostra salute, il nostro futuro; ma soprattutto significa opporsi all’arroganza dello Stato italiano che antepone i supposti “interessi di carattere nazionale” al diritto di un popolo a decidere sulla gestione e il futuro della sua terra.
Per questo un Comitato contro il nucleare non può non porre come centrale la questione della sovranità, cioè il diritto dei sardi ad autogovernarsi e a scegliere un modello di sviluppo affine alle sue necessità e in armonia con le sue risorse. Dire no al nucleare e SI a sa soberania significa, quindi portare avanti una battaglia tanto di difesa della nostra terra quanto di avanzamento della lotta di emancipazione nazionale, significa saper spiegare che l’imposizione del nucleare è parte di un disegno molto più ampio che ha visto lo Stato italiano impadronirsi delle nostre risorse naturali e della nostra forza lavoro.
La chiamata per il SI al referendum deve diventare una chiamata generale alla partecipazione sul grande tema del “diritto a decidere” contro ogni violazione della sovranità nazionale dei sardi. Non si tratta soltanto di “portare la gente a votare”, ma di radicare una coscienza di “disamistade” del popolo sardo contro lo stato e i partiti e “movimenti” italiani che non riconoscono il diritto alla sovranità.
Non pensiamo affatto che l’unione di molte sigle implichi l’unione del popolo sardo. Nessuno “spazio condiviso” è possibile con chi non riconosce il diritto alla sovranità!
Per questo guardiamo con delusione alla nascita di questo Comitato che servirà, forse, a mettere insieme tante sigle e realtà politicamente diverse (cosa che non vuole dire l’unione del popolo sardo) ma, non ponendo come centrale la questione della sovranità, negherà ai sardi la possibilità di rivendicare il proprio diritto a decidere su una terra che gli appartiene e che vede sempre più stravolta dalla politica dello stato italiano invalidando il senso stesso di questa battaglia referendaria.
Su questi presupposti A Manca pro s'Indipendentzia, nella sua volontà di porre la questione della sovranità come centrale nella lettura del referendum di novembre contro il nucleare, ha ritenuto di non dover aderire al comitato promosso da SNI a Santa Giusta perché mancano le condizioni politiche minime.
La sinistra indipendentista sosterrà in ogni caso il referendum con tutte le proprie forze e saluta con favore l'impegno di tutti gli indipendentisti, i singoli, le associazioni che leggono come fondamentale opporsi al nucleare in Sardigna sulla base del diritto di sovranità del nostro popolo e augura loro buon lavoro. Allo stesso tempo ritiene irrinunciabile la parola d’ordine della sovranità perché dire no al nucleare e SI a sa soberania significa opporsi al nucleare in maniera cosciente e da uomini e donne in lotta per la libertà.



no a su nucleare!
eja a su referendum!
eja a sa soberania!

Direttivu Politicu Natzionale