Diritti Cultura e Repressione
È passato ormai oltre un anno dalla famigerata “Operazione Arcadia”, con cui lo Stato italiano ha provato con detenzioni, perquisizioni e avvisi di garanzia a zittire e criminalizzare la nostra organizzazione.
Pensiamo che sia giunto il momento di analizzare tutti quegli aspetti legati alla repressione che non fanno notizia e che non hanno spazio sui giornali, a cui ci siamo quasi assuefatti, che si manifestano nella vita quotidiana della popolazione che vive nel nostro territorio.
Ci chiediamo: in quale forma la repressione agisce sulla società civile? È una nostra impressione, o manifestare le proprie idee, nelle diverse forme di espressione sociale e culturale (oltre che politiche), è ormai visto come un reato? Si può liberamente cantare una canzone, fare una rappresentazione teatrale, esporre una bandiera in un luogo pubblico, palesare la propria sessualità, senza essere considerati violenti o peggio “eversivi”? Gli studenti possono esprimersi liberamente? C'è “merito” in questo? Si può passare per la strada senza voler entrare nel “grande fratello” di telecamere di “sicurezza”, senza avere paura che gli altri pensino che si ha qualcosa da nascondere? E in tutto ciò, il famigerato “11 Settembre 2001” è il responsabile o la scusa?
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