Domu - Solidarietà per Bruno
Sardigna Natzione
Libero Battaglione
Maulets (Països Catalans)
Unidadi de sa Giuventudi Indipendentista Sarda
Coordinamento sardo del Partito Comunista dei Lavoratori
A FORAS
Tzirculos de sos disterrados sardos anticolonialistas
Lotta e Unità
Manca Naziunale (Corsica)
Coordinadora Obrera Sindical COS (Països Catalans)
Rifondazione Comunista - Federazione di Cagliari
Confederazione Cobas
Giovani Comunisti Oristano
CONTINUANO LE PROVOCAZIONI
VERSO GLI INDIPENDENTISTI SARDI
Tra i cinque arrestati dall’antiterrorismo italiano c’è anche il patriota sardo Bruno Bellomonte con la solita imputazione, rivelatasi spesso di comodo, di legami con forme di lotta armata.
SNI che conosce e stima Bruno Bellomonte, dirigente di AMPI ed esponente di UNIDADE INDIPENDENTISTA, sa che Bruno ha sempre svolto la sua militanza, come tutti noi, alla luce del sole e che non ha mai creduto nella lotta armata come metodo per risolvere questioni che devono avere una soluzione politica.
Ferma solidarietà dunque di SNI al patriota Bruno ed al movimento indipendentista comunista AMPI con il quale, insieme ad altri movimenti, SNI stava lavorando nel comitato A FORA SU G8 per organizzare un convegno delle nazioni senza stato e diverse altre iniziative culturali e politiche da realizzare in occasione del G8 a La Maddalena.
Bruno, che nel comitato A FORAS SU G8 è stato membro attivo, ha condiviso il documento base reso pubblico ed ha sempre manifestato l’assoluta contrarietà ad iniziative che dessero l’occasione di criminalizzare il movimento indipendentista.
Siamo certi che questa provocazione fallirà come ha fallito quella predente chiamata operazione ARCADIA, creerà dei disagi, specialmente alla famiglia di Bruno, ma non fermerà il suo impegno indipendentista ed anzi lo rafforzerà come rafforzerà la lotta indipendentista in generale e darà il via ad una serie di iniziative, pacifiche, per chiederne la liberazione.
Nugoro 11/06/09
BUSTIANU CUMPOSTU
Coordinadore Nazionale Sardigna Natzione
su
SOLIDARIETÀ PER BRUNO
Il Libero Battaglione si stringe in un abbraccio di solidarietà per Bruno
su
Maulets, la gioventù indipendentista e rivoluzionaria dei Paesi Catalani, vuole mostrare tutto il suo supporto al movimento rivoluzionario sardo dopo l'arresto di Bruno Bellomonte, membro del direttivo politico di a Manca pro s'indipiendenztia, e anche agli altri quattro compagni italiani arrestati nella stessa operazione poliziesca.
Questi sono stati arrestati a Roma dalla polizia italiana accusati di fare parte di un nuovo gruppo armato delle Brigatte Rosse e, secondo i giornali, di provare a fare azioni armate in occasione all’incontro del G-8 che inizialmente si doveva tenere in Sardigna ma che, come conseguenza del terremoto in Abruzzo, è stata trasferita a l'Aquila.
Rifiutiamo questa operazione dello Stato Italiano perché crediamo che si basa sul tentativo di separare militanti del movimenti rivoluzionari sardo e italiano in vista dell’incontro del G-8, e sulla preparazione di un autentico stato di polizia in Sardigna. Non dobbiamo dimenticare che il compagno Bruno Bellmonte è un storico militante indipendentista attivo da anni col movimento sardo di liberazione nazionale e che già fu arrestato nel 2006 nell’ambito de l'operazione Arcadia insieme a tanti altri compagni di a Manca pro s'Indipendentzia, tutti eccezionali militanti rivoluzionari.
Anche vogliamo denunciare i tentativi di criminalizzare e intossiicare aMpI da parte dello Stato e dei mass-media, per provare all’opinione pubblica i collegamenti con la lotta armata.
Dai Paesi Catalani inviamo un forte abbraccio rivoluzionario e internazionalista ai compagni sardi di a Manca pro s'Indipendentzia e a tutti quelli che lottano contro il capitalismo e per l'autodeterminazione dei popoli. Solidarietà con i arrestati dei 10 di giugno!!
Maulets, gioventù independentista e rivoluzionaria, 11 di giugno di 2009.
su
La repressione e la criminalizzazione non fermeranno il movimento di liberazione nazionale e sociale
Ieri a Roma è stato arrestato il compagno Bruno Bellomonte, dirigente di a Manca pro s’Indipendentzia e patriota sardo con cui in questi anni abbiamo combattuto numerose lotte anticolonialiste, ultima delle quali quella contro lo svolgimento del G8 a La Maddalena, per cui la Giuventudi Indipendentista ed a Manca pro s’Indipendentzia, congiuntamente ad altre forze anticolonialiste, hanno costituito la Mesa Sarda “A fora su G8” (nel mentre discioltasi per la volontà del governo italiano di spostarlo a L’Aquila), che si poneva apertamente di affrontare le contraddizioni dello svolgimento in Sardinnia del vertice in questione in maniera POLITICA convocando in quei giorni un Vertice delle Nazioni senza stato e dei Popoli oppressi.
Bruno è stato arrestato insieme a cinque militanti italiani con l’accusa di voler costituire o aver già costituito un’associazione armata finalizzata, tra le altre cose, a compiere un attentato in Sardinnia in occasione del G8; qualcosa quindi di totalmente contrario allo spirito e alla volontà della Mesa Sarda “A fora su G8” e dell’organizzazione di cui Bruno è dirigente.
Non ci interessa minimamente entrare nel merito del presunto progetto armato (peraltro ancora tutto da dimostrare) di realtà italiane, e quindi estranee al contesto socio-politico nazionale sardo, anche perché ciò non compete certo noi indipendentisti sardi.
Ciò che ci interessa è smentire categoricamente l’appartenenza del compagno Bruno Bellomonte a questa presunta associazione armata in cantiere (ribadendo quanto affermato da Manca pro s’Indipendentzia della sua “appartenenza alla propria e solo alla propria struttura organizzativa”) e affermare che il movimento di liberazione nazionale sardo in generale e la sinistra indipendentista sarda in particolare non fanno e non hanno mai fatto proprie pratiche in alcun modo riconducibili alla violenza e alla lotta armata e che il coinvolgimento d Bruno in questa inchiesta è funzionale a una criminale strategia da parte dello stato italiano e dei suoi servizi segreti (più o meno deviati) di ciclica repressione “a bassa intensità” nei confronti del movimento anticolonialista sardo con intenti prettamente punitivi e intimidatori nei confronti della militanza e di criminalizzazione e mistificazione della nostra realtà e progetto politico agli occhi del nostro Popolo, con la disgustosa complicità di un sistema di informazione sempre servilisticamente pronto a “sbattere il mostro in prima pagina” tramutando frettolosamente improbabili teoremi accusatori in infami sentenze, salvo poi tapparsi occhi e orecchie quando questi teoremi iniziano a mostrare tutta la loro lampante inconsistenza e artificiosità, come avvenuto per l’Operazione Arcadia dell’11 luglio 2006, nell’ambito della quale 10 militanti di a Manca pro s’Indipendentzia vennero arrestati per poi essere tutti scarcerati entro meno di un anno, abbassando il sipario e facendo calare il più assordante silenzio su una delle più vergognose pagine recentemente scritte dal colonialismo italiano in Sardinnia.
Quindi, nel denunciare questo ennesimo atto repressivo contro il movimento di liberazione nazionale e sociale, esprimiamo quindi tutta la nostra fraterna solidarietà e vicinanza a Bruno, che ci auguriamo di riavere presto al nostro fianco nelle lotte per la tutela dei lavoratori sardi dallo sfruttamento del sistema coloniale, per la salvaguardia del nostro territorio e del nostro patrimonio linguistico e culturale e per la sovranità nazionale del Popolo Sardo sulla propria Terra.
Casteddu, 11/06/2009
Unidadi de sa Giuventudi Indipendentista Sarda
Unidade de sa Giuventude Indipendentista Sarda
Soberania, Democratzia, Sotzialismu
su
Libertà per Bruno Bellomonte
L’arresto di Bruno Bellomonte è l’ennesimo atto repressivo volto a seminare la confusione e la paura nelle file del movimento operaio e socialista in Sardegna.
I colpi della catastrofe internazionale del capitalismo invece di trovare una classe lavoratrice prostrata producono in Sardegna e in qualsiasi parte del pianeta una resistenza fatta di scioperi, mobilitazioni ed altre forma di lotta, come i sequestri dei direttori d’azienda in Francia. Di questa resistenza hanno paura le oligarchie finanziarie e gli apparati oppressivi degli stati capitalisti. Quanto più la resistenza aumenterà e si farà strada fra le masse lavoratrici la coscienza che l’unico modo per uscire dalla catastrofe è la lotta rivoluzionaria per la conquista del potere tanto più si scatenerà la repressione.
Siamo a fianco, come lo siamo stati due anni fa contro l’operazione Arcadia, con i compagni e le compagne di A Manca pro s’Indipendentzia.
Libertà per Bruno e per tutti i proletari e proletarie rivoluzionarie incarcerate
Viva la lotta per la rivoluzione socialista in Sardegna, in Europa e in tutto il mondo
Coordinamento sardo del Partito Comunista dei Lavoratori
Sassari 12/06/09
su
Noi conosciamo Bruno Bellomonte
Noi conosciamo Bruno Bellomonte, "il sardo arrestato il 10 giugno nell'ambito dell'inchiesta sulle nuove BR".
Noi conosciamo Bruno Bellomonte per il suo quotidiano impegno politico alla luce del sole, impegno fatto di manifestazioni, assemblee, iniziative pubbliche, feste popolari nelle piazze, nelle strade, nei quartieri, nei paesi.
Noi conosciamo Bruno Bellomonte per le sue idee convinte di comunista indipendentista, militante di A Manca, che crede nelle lotte popolari per la liberazione delle classi lavoratrici e dei popoli oppressi.
Noi non crediamo che Bruno Bellomonte abbia a che fare in qualsivoglia modo con la lotta armata clandestina, come già in passato è stato dimostrato dalla caduta delle accuse formulate contro di lui nella patetica operazione "Arcadia".
Noi crediamo invece che questa sia l'ennesima montatura giudiziaria volta a criminalizzare i movimenti di lotta e a distogliere, con la complicità dei mass-media asserviti, l'attenzione dai drammi quotidiani (guerra, morti sul lavoro, disoccupazione, precarietà).
BRUNO LIBERO! SUBITO!
BRUNU LÌBERU! DE PRESSI!
Manifestazione in solidarietà con Bruno Bellomonte sabato 13 a Sassari in piazza Stazione h 19
A FORAS - Atòbiu Casteddayu contras a s'ocupadura militari de sa Sardigna
su
In giorno Mercoledì 10 Giugno 2009 le città di Genova, Roma e Milano hanno assistito ad una coordinata ed efficace operazione di polizia che ha portato all’arresto di 6 persone. L’accusa è di associazione sovversiva, in riferimento all’articolo 270 bis del c.p.p. Nello specifico, secondo gli inquirenti, il gruppo mirava alla realizzazione di uno o più attentati durante lo svolgimento del summit g8 della Maddalena. Durante l’operazione sarebbero state rinvenute armi ed esplosivi destinate all’uso nei giorni del vertice. Apprendiamo che, fra gli altri, è stato arrestato Bruno Bellomonte, militante indipendentista sardo, già inquisito durante la tristemente nota operazione Arcadia.
Ai tempi, Bruno fu accusato di aver preso parte ad attentati dinamitardi in Sardegna e di essersi recato in medio-oriente per addestrarsi presso un campo terroristico. Quest’accusa fu smantellata immediatamente poiché, dalle carte, risultò che in realtà si trovava in Marocco in viaggio di piacere. Non dovette così subire l’agonia degli altri 10 arrestati che rimasero dietro le sbarre per altri 10 mesi. Dopo questo interminabile periodo anche gli altri 10 indipendentisti furono scarcerati poiché, essendo quello un periodo di carcerazione preventiva previsto dall’articolo e non venendo fuori uno straccio di prova legittima che inchiodasse gli imputati, la situazione cominciava a sapere più che altro di carcerazione del dissenso e pesante intimidazione a tutto il movimento indipendentista ed anticolonialista sardo.
Dalla data di scarcerazione ad oggi abbiamo assistito ad una vera e propria guerra psicologica nei confronti degli 11 e di tanti altri militanti, fatta di microspie rinvenute nelle macchine, perquisizioni ed intimidazioni, senza contare la minaccia continua della ripresa dei “processi Arcadia” e di altri giganteschi castelli di carta.
In Sardegna la repressione del dissenso si concentra da sempre contro quelle spinte da sinistra al cambiamento sociale che escono fuori dai canoni tradizionali dell’opposizione italiana, poiché presentano istanze che forniscono una reale alternativa e progettualità allo sfruttamento tipico di un sistema capitalista. In una parola gli indipendentisti, gli unici che portano avanti un discorso che ben inquadra la situazione sarda e ne svela la contraddizione più ecclatante e perciò pericolosa da far conoscere: quella di una terra pesantemente colonizzata da uno stato che da secoli la relega ad una condizione di pezza da piedi e la utilizza come gigantesca base militare, area di speculazione turistica nonché ambientale e laboratorio di sperimentazione di armi, tecnologie e tecniche di repressione politica, sociale e culturale.
E chiaro che chi si batte contro questa situazione dovrà essere zittito. Bruno è una di queste persone; uno che, da ferroviere, sindacalista e militante indipendentista non accetta un futuro da fame per se e per la propria famiglia, uno che lotta con e per il proprio popolo perché finalmente si renda libero. Ma è anche una persona intelligente, che sa che metodi come la lotta armata non pagano e non hanno mai pagato; sa anche del pesantissimo controllo che, a partire da quel fatidico 11 Luglio, lo attanaglia e non è così stupido, come lo stato vuol farci credere, da cambiare idea a 60 anni e scegliere metodologie di lotta che gli riserverebbero un destino da carcerato.
Sappiamo che Bruno è stato arrestato per una intercettazione telefonica dove solo chi è ben pagato per sbattere in galera altra gente poteva leggere allusioni da lottarmatista.
Sappiamo che questo stato terrorista cerca continuamente di trascinare l’opinione pubblica verso un clima di tensione e paura che giustifichi un governo autoritario e antidemocratico.
Sappiamo che in Sardegna le uniche forze che impensieriscono lo stato, per via delle istanze che portano, sono l’indipendentismo e l’anticolonialismo. E’ naturale che si tenda a far si che la gente ne abbia timore e veda queste come terroriste, anziché il vero responsabile.
Sappiamo quali siano le politiche dello stato italiano nei confronti del dissenso e delle minoranze; politiche che si inaspriscono ulteriormente alla vigilia di grandi eventi come il g8 (vedi nel 2001 prima di Genova) e che creano gli “ebrei” di turno da dare in pasto all’opinione pubblica come nemico numero uno.
Sappiamo chi è Bruno e che razza di menzogne possa inventare lo stato nei confronti di chi non accetta il suo strapotere.
Sappiamo che Bruno là dentro non demorde e che prestissimo sarà fuori e tornerà a lottare insieme a noi, con e per il popolo sardo, come ha sempre fatto.
SOLIDARIETA’ A TUTTI I PRIGIONIERI PER IL LORO DISSENSO!
LIBERTA’ PER BRUNO!
LIBERTA’ PER TUTTI!
Tzirculos de sos disterrados sardos anticolonialistas
su
Lotta e Unità esprime la propria militante solidarietà all'organizzazione "a
Manca pro s'Indipendentzia", colpita ancora una volta dalle forze della
repressione dello Stato italiano con l'arresto del compagno Bruno Bellomomte,
vostro dirigente nazionale, avvenuto il 10 giugno scorso. Teneteci informati
sugli sviluppi dell'inchiesta e sulle iniziative da voi promosse.
p. L.U., riccardo
su
IPRESSIONE CONTRU A MANCA PRO S'INDIPENDENTZIA ( SARDIGNA )
Hè statu arristatu in Roma u 10 di ghjugnu di u 2009 u nostru cumpagnu Bruno Bellomonte, rispunsavule naziunale di a A Manca Pro S’indipendentzia. Una volta di più, cumè in lu 2006, A pulizia pulitica di u statu talianu prova à criminalizzà l’urganisazione A Manca Pro S’indipendentzia, accusandu la di terrurisimu è di riurganisazione di banda armata, nantà u mudelu di e brigate rosse. Dighjà in lu 2006 un prucessu antiterrustu simulu avià mandatu à 10 militanti in prigiò, fundandu si nantà una cartela biota. Bellomonte hè sempre statu un militantu puliticu sinceru, chì agisce adubrandu un cadru publicu è incalchendu à so lotta nanta à u dopiu pianu di a liberazione suciale è naziunale di u populu sardu. Dumandemu subitu a so liberazione è lampemu una chjamà à a sulidarità di tutti i populi in lotta.
Notre camarade Bruno Bellomonte, dirigeant national d'a Manca pro s ’Indipendentzia, a été arrêté à Rome le 10 juin dernier. De nouveau, comme ce fut le cas en 2006, la police politique de l'Etat italien tente de criminaliser a Manca pro s’Indipendentzia en assimilant ses militants à des terroristes. En 2006 déjà, la procédure qui avait conduit à l'incarcération de 10 militants sur la base d'un dossier vide s'était achevée par un flop répréssif. Bruno Bellomonte a toujours été un militant sincère agissant dans un cadre public et qui revendique pour le peuple sarde une lutte de libération sociale et nationale. Nous demandons sa libération immédiatte et appelons à la solidarité de tous les peuples en lutte.
Il nostro compagno Bruno Bellomonte, dirigente nazionale dell’organizzazione a Manca pro s’Indipendentzia, hè stato fermato a Roma il 10 giugno. Di nuvo, como nell’ 2006, la polizia politica dello stato italiano tenta di convertire in azzione penale l’organizzazione A Manca Pro S’indipendentzia, accusanto di terrorismo è di riogarnisazione di bande armata. Nell’ 2006 già, una procedura anti-terroristica aveva condotto all’ imprigionamento di 10 militanti su base di una cartella chè si hè rivalata viota. Bruno Bellomonte hè sempre stato un militanto sincero chì agisce in cadro publico è chi rivendica all’ stesso tempo la lotta di liberazione sociale è nazionale dell’ popolo sardo. Chiediamo la sua liberazione immediate è ne chiamiano a la solidarita di tutti i popoli in lotta.
Manca Naziunale (Corsica)
su
*Arresti e repressione contro i lavoratori combattivi e solidali in
Marocco ed allo Stato Italiano:*
*8 militanti arrestatti da forze di repressione marocchine:*
Data la campagna abstenzionista che sta portando avanti l'organizzazione
socialista marocchina Annahj Addimocrati (Via Democratica) da Agadir a
Tangeri, per affrontare la parodia delle prossime elezioni comunali
"democratiche" in Marocco, le forze di repressione di l’oligarchia e la
monarchia imperialista marocchina non hanno impiegato troppo tempo a
smascherare stessi ancora una volta, ed hanno vietato gli atti e
l'attività di questo partito, alora che hanno arrestato diversi colleghi.
Così, il 10 giugno, sono stati arrestati 7 militanti di Annahj
Addimocrati, insieme a una compagna dell’associazione marocchina per i
diritti umani, devuto al terribile delitto di distribuzione di volantini
di chiamata per l'astensione alle elezioni comunali il 12 giugno... La
"giustizia" marochinna vuole imporre pene detentive comprese tra 1 e 3
mesi e multe tra 1.200 e 5.000 dirham, per la criminalità di
"incoraggiare gli elettori ad astenersi dal voto."
Mentre una trentina di partiti politici, di "destra" o "sinistra" hanno
partecipato a queste elezioni con fondi pubblici, ecc., Annahj
Addimocrati, è l'unica organizzazione politica marocchina che sostiene
la creazione di vera democrazia in Marocco, sulla base del diritto di
autodeterminazione dei popoli (in particolare il diritto di
autodeterminazione del popolo saharawi) e di sovranità popolare, e nel
difendere l’Amazigh come lingua nazionale e ufficiale di Marocco.
*1 membro del Direttorio Politico Nazionale di A manca pro
s'Indipendentzia arrestato a Roma: *
Sempre il 10 giugno a Roma, capitale dello stato imperialista
neofascista italiano dil nuovo ducce Silvio Berlusconni ("amichissimo"
della leadership del Pp), è stato arrestato Bruno Bellomonte, leader
nazionale della organizzazione politica independentista e comunista
sarda, A Manca pro s'Indipendentzia, nel quadro teorico di una campagna
di "antiterrorismo", accusandolo di coinvolgimento in "banda armata"
(Rosse Brigatte) ... quando il suo solo collegamento (associazione) e
attivismo politico è stato quello del Popolo lavoratore sardo, da A
Manca pro s'Indipendentzia e dal Movimento di Liberazione Nazionale Sardo.
Con tutto questo, l'unica cosa dimostrata è che tutto non è altro che un
colpo represivo contro il Popolo Laboratore Sardo da parte delle forze
colonianle italiane come hanno già fatto durante la purtroppo famosa
"Operazione Arcadia" a 2006, durante la quale, sono stati incarcerati
ingiustamente 10 militanti dell'organizzazione.
Ieri, Sabato, 13 giugno, ha avuto una dimostrazione a Sassari (chiamata
da A Manca pro s'Indipendentzia, e con il sostegno dei colleghi dal
Sindacadu de sa Natzione Sarda e del Partito Comunista dei Lavoratori
Sardi, tra gli altri) in alla quale hanno partecipato oltre 300 persone,
chiedendo per il rilascio del compagno Bruno.
*Una militante independentista, ecologista e rivoluzionaria andalusa
arrestata dalla Guardia Civil spagnola.*
Sabato è stata detesa dalle forze di occupazione spagnole la compagna
Juana Orta, di 62 anni e militante di l'organizzazione Nación Andaluza
(Nazione Andausa) e del Sindicato Andaluz (Unione Andalusa), nel corso
di una operazione di polizia contro un presunto piano di fuga di
prigionieri politici baschi dalla prigione di Huelva (piano noto per lo
Stato Spagnolo dal 2007).
Con questa nuova azione repressiva dello stato contro le persone ed
organizzazioni combattive, in questo caso contro una donna di 62 anni,
di fragile salute, solo in cerca della criminalizzazione e la
persecuzione di qualsiasi posizione di dissidenza, e di mettere soto i
riflettori dalla loro aggressiva repressione all'independentismo
combattivo andaluso, cercando di spezzare le catene di solidarietà e di
sostegno reciproco attraverso il terrore
Dalla Coordinadora Obrera Sindical COS - Unione per la liberazione di
genero, di classe e nazionale dei Paesi Catalani, vogliamo mostrare il
nostro pieno sostegno e solidarietà con i compagi e compagne di Annahj
di Addimocrati - Via democratica dell'Association Marrocainne des Droits
Humaines, e di A Manca pro s’Indipendentzia, e chiediamo a fare
relazione pubblica di tali azioni repressive e antidemocratiche ed
antisociale ed all’estensione della solidarietà internazionalista con il
popolo lavoratore sardo ed il marocchino, al fine di rafforzare la lotta
per la liberazione nazionale e sociale dei nostri rispettivi paesi.
Libertá per les camaradi Bruno, Juana e de Voie Démocratique!!
La repressione non ci taglierà le ali!
Un attacco a uno è un attacco a tutti!
Coordinadora Obrera Sindical COS - Unione per la liberazione di
genero, di classe e nazionale dei Paesi Catalani
su
Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Cagliari
Cagliari, 17 Giugno 2009
Comunicato Stampa
Oggetto: Il Prc di Cagliari contro la repressione e la criminalizzazione del dissenso politico esprime ferma solidarietà a Bruno Bellomonte.
Il Prc della Federazione di Cagliari esprime ferma solidarietà a Bruno Bellomonte, alla sua famiglia, ai compagni e le compagne di "A Manca" per l'arresto avvenuto nell'ambito dell'indagine antiterrorismo della Procura di Roma.
L'accusa di legami con organizzazioni eversive e armate si rivelò funzionale alla repressione del dissenso, già nella precedente "Operazione Arcadia". Le motivazioni che hanno portato alle indagini, nate per la prevenzione di fantomatici attacchi mirati durante i lavori del G8 da parte dell'area della sinistra radicale, richiama una storia inquietante, quella della criminalizzazione dell'antagonismo sociale, che abbiamo già vissuto a Genova nei giorni del G8 del 2001, e che è costata la vita a Carlo Giuliani.
Le motivazioni della "lotta al terrorismo" sono le stesse che ci hanno propinato per giustificare mediaticamente la sospensione violenta della democrazia avvenuta a Genova in quei giorni, e per la quale da sempre rivendichiamo verità e giustizia attraverso la costituzione di una commissione parlamentare. Bruno Bellomonte è un comunista, militante dell'organizzazione "A Manca", che insieme ad altri movimenti, stava lavorando nel comitato "A Fora su G8" per organizzare un convegno delle nazioni senza stato e ad altre diverse iniziative culturali e politiche da realizzare in occasione del G8 a La Maddalena, portando il suo impegno alla promozione di manifestazioni, assemblee, iniziative pubbliche, feste popolari, nelle piazze, nelle strade, e nei quartieri dei paesi. Tutto alla luce del sole.
Bruno Bellomonte ha sempre manifestato l'assoluta contrarietà ad iniziative che dessero l'occasione di criminalizzare il movimento, condividendo il documento contro il G8 assieme alla moltitudine di organizzazioni politiche e culturali che in Sardegna immaginano un mondo senza disuguaglianze, compresa Rifondazione Comunista. Bruno lavorava per costruire una forte mobilitazione contro il G8 e questo ne ha fatto un pericoloso sovversivo. Siamo certi che questa provocazione fallirà, come sono cadute tutte le accuse formulate contro Bruno nel 2006 con l'operazione Arcadia, che ha portato in carcere ingiustamente dieci compagni.
Non vorremmo invece che questo fosse l'ennesimo tentativo volto ad intimidire e a criminalizzare i movimenti di lotta, e a distogliere, con la complicità dei mass-media asserviti, l'attenzione dai drammi quotidiani che la lotta contro tutti i G8 porta con se. Lotta contro la guerra e per la pace, lotta contro la disoccupazione, la precarietà, per un lavoro che permetta una vita degna di essere vissuta, lotta per una società giusta. Rispondiamo convinti all'appello di "A Manca", certi che Bruno sarà con noi molto presto, assieme alla sua organizzazione, a costruire conflitto sociale e a lottare insieme agli sfruttati della nostra terra. Perche noi lo sappiamo bene: Un altro mondo è possibile.
Giuseppe Stocchino
Segretario Federale Prc di Cagliari
su
BRUNO BELLOMONTE LIBERO , LIBERI TUTTI !
Trascorsi 20 gg. dall’ultima mirata operazione repressiva – ai danni di 6 arrestati accusati di voler “ricostituire le br”(dati in pasto alla brodaglia mediatica ,giunta a mettere in mezzo addirittura D’Alema,”accostato alle br”,per via delle “scosse”al governo Berlusconi ,in corso G8)- la ragion di stato ha prevalsoli 30/6 , nella decisione del Tribunale della Libertà di Roma di confermare l’originario ordine di arresto.
A nulla sono valse le documentate e circostanziate risposte di gran parte degli arrestati e delle loro difese , tese a dimostrare l’impossibilità e l’inesistenza delle ipotesi accusatorie, surrogate sostanzialmente da vacue e suggestionanti interpretazioni delle intercettazioni telefoniche.
Questa inchiesta fa acqua da tutte le parti. Non c’è uno straccio di prova, né di “ sufficienti indizi”:gli accusati tra loro tutti non si conoscono, alcuni non sanno nemmeno cosa vuol dire “ politica”,altri sono vicini o ben oltre la pensione ! Che razza di banda armata è mai questa ??!
Dove l’unico che fa riferimento ad un rapporto organizzato è Bruno Bellomonte,che milita nel partito indipendentista sardo “ A manca pro indipendenza”,che al momento del suo arresto ha ribadito, ove mai ce ne fosse bisogno, che il partito e Bruno agiscono alla luce del sole – Bruno è stato candidato nelle recenti elezioni regionali sarde nella Lista “ Unitade Indipendentista”/prov.Olbi a-Tempio – e che i loro proponimenti e il loro modo di agire è abissalmente antitetico a quello delle “brigate rosse”.
Conosciamo bene e da lungo tempo Bruno Bellomonte , compagno tra i più stimati e conosciuti in Sardegna per antica militanza sociale e sindacale, è personaggio pubblico che non ha niente da nascondere . Bruno è ferroviere , capostazione a Sassari, sindacalista dell’UCS fin dalla prima ora poi confluito nell’SDL, rispettato e benvoluto dai colleghi e dalla cittadinanza.
Bruno non ha fatto in tempo a sottrarsi dalle mire di una fallace inchiesta cagliaritana contro l’indipendentismo – i cui magistrati hanno dovuto prendere atto delle stringenti prove documentali prodotte, rimettendolo in libertà dopo 10gg dall’abusivo arresto nel 2007 – che i sodali romani non trovano di meglio che rimetterlo in mezzo , testimonianza di un modo di agire desolante di inquirenti, che abusano in luoghi comuni,ripetitività dei soggetti, melassa di chiacchiere.
Insomma, come in un gioco di ruolo il clichè è scontato, basta variare le circostanze e i nomi buoni per l’occasione ( e qui c’è in ballo il G8 !), tanto i mandati di cattura sono in bianco ! E anche se il tutto si rivela una bufala l’impunità è garantita , vige la ragion di stato !
E lo stato non paga pegno . Al massimo , nonostante la documentata condotta anticostituzionale , ci scappa qualche condanna che si esaurisce nella prescrizione e nella promozione dei sediziosi, vedi Genova 2001,con le sentenze Bolzaneto-Diaz e le richieste di condanna per l’ex Capo della Polizia Di Gennaro e varia consorteria .
Povera Italia ! Misere istituzioni, ridotte a certificare la propria esistenza solo per mantenere poltrone,incarichi,apparat i, facendosi scudo a “ comando e/o a vuoto” di inchieste fasulle e fantasmagoriche, di cui peraltro non si deve rispondere , visto il degrado e la decadenza della Repubblica.
Non ci daremo per vinti ! Non temiamo chi fa il proprio dovere fermando e portando sul banco degli accusati chi attenta al dettato costituzionale e al bene comune , alle libertà individuali e fondamentali. Temiamo il fumo sugli occhi, le pantomime, la servile condiscendenza, l’uso dei capri espiatori per tenersi il posto e/o far carriera alle spalle degli innocenti.
Cosa si cerca di fare con questa “ inchiesta mostre” ? Di sequestrare il più a lungo possibile un compagno responsabile e attivo ? Di intimorire con lui tutto l’indipendentismo , così come storicamente hanno fatto illegalmente le istituzioni dello stato italiano ?
Come Cobas e cittadini tesi a garantire le libertà costituzionali e il diritto a perseguire la giustizia sociale , non permetteremo che si compia questo ennesimo misfatto ,partecipando e mettendo in atto tutte le iniziative tese a smascherare questa operazione repressiva e a riportare presto liberi gli arrestati.
Roma 1 luglio 2009
Confederazione Cobas
su
I Giovani Comunisti di Oristano esprimono ferma solidarietà al compagno Bruno
Bellomonte - ancora in balia della (in)giustizia italiana - ora deportato dal
carcere di Regina Coeli alla casa circondariale di Catanzaro.
Non si ferma la provocazione dello Stato Italiano e delle forze di
“sicurezza”, che, con la ormai classica scusa della lotta armata, trovano un
capro espiatorio in varie realtà territoriali di lotta, e continuano, così, a
perseguitare e criminalizzare i comunisti, gli indipendentisti, i rivoluzionari
e il loro lavoro.
Lavoro di lotta, portato avanti co n sacrificio e dedizione nei luoghi di
conflitto sociale col solo scopo di avere e pretendere giustizia, migliori
condizioni di vita per i lavoratori, per chi ogni giorno paga il biglietto da
visita lasciatoci dalle politiche liberiste e dagli speculatori finanziari dell’
alta borghesia italiana, europea, mondiale.
Per questo ci criminalizzano, tentano di zittirci con la repressione, perché
il nostro lavoro è scomodo ed è bene criminalizzarlo, renderlo poco credibile
agli occhi dell’opinione pubblica, ma soprattutto agli occhi di coloro cui si
rivolge la nostra attività.
Ci uniamo e rilanciamo con forza la richiesta dei compagni di A Manca Pro s’
Indipendentzia augurandoci che a Bruno venga riconosciuto il diritto di
scontare la pena o la custodia cautelare in Sardegna.
LIBERTA’ PER BRUNO
LIBERTA’ PER TUTTI I COMPAGNI!
Giovani Comunisti Oristano
su
|